Prof derisa, mea culpa degli allievi:
«Non ci saranno denunce»

di Gianluca Sollazzo

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«C’è qualcuno dall’esterno, forse un adulto, che non vuole il bene della scuola». Per Angela Nappi, preside del liceo Regina Margherita di Salerno, la diffusione in rete di video a ripetizione che riprendono una professoressa della scuola derisa da alcuni studenti è opera di una persona «estranea» alla scuola, probabilmente un «adulto», che a colpi di visualizzazioni punta a macchiare l’immagine storica di un liceo di oltre 1.200 studenti. E saranno le indagini della polizia postale a fare chiarezza accertando i responsabili della divulgazione di video sensibili con una professoressa derisa e offesa nella sua reputazione pubblica e scolastica. Contestualmente saranno presi provvedimenti disciplinari a carico degli studenti che hanno realizzato i video in classe inquadrando sempre la professoressa presa di mira.

Al Regina Margherita c’è bisogno di tornare alla normalità. C’è fretta di tornare a parlare di progetti, di didattica, di competenze da trasferire. Un inizio anno scolastico del genere - contrassegnato da una diffusione di video virali che immortalano l’atteggiamento derisorio di una minoranza di studenti all’indirizzo di una docente - proprio nessuno se l’aspettava in via Cuomo. «Gli alunni e i docenti vorrebbero tornare alla normalità, vorrebbero quella tranquillità che serve per avviare regolarmente un anno scolastico impegnativo», afferma la preside Nappi, che ieri mattina ha visualizzato attentamente gli altri video messi in rete da ignoti che hanno come protagonista la stessa insegnante sbeffeggiata.

Da sabato sera i canali della rete hanno ospitato altri video che offendono l’immagine della scuola. «Un ultimo video che ritrae un alunno incappucciato è da condannare – osserva la preside – gli alunni interessati accetteranno la punizione da mettere in campo. Si tratta di una forma educativa non solo punitiva, che punta a rieducarli sull’uso corretto e maturo del cellulare». Ieri sono stati ascoltati altri studenti coinvolti nelle riprese di ulteriori video che deridono la persona e il ruolo della docente. «Gli studenti hanno fatto il loro mea culpa – annuncia la preside – il primo è stato l’allievo del video in cui si immortalava l’appello in una classe. Il ragazzo ha chiesto scusa». C’è stato un colloquio tra la Nappi e la docente derisa nei video. L’insegnante si è detta «mortificata» e «scossa» per quanto accaduto. Ma la stessa insegnante ha comunicato alla preside che non ha alcuna intenzione di sporgere denuncia.
Mercoledì 18 Settembre 2019, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 18-09-2019 15:10
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5 di 13 commenti presenti
2019-09-19 08:44:43
i ragazzi vanno puniti e seriamente, alla faccia del cosiddetto buon nome della scuola. se poi l'insegnante non fa denuncia commette un grave errore, perché avalla il comportamento dei ragazzi. oppure ha lei la coda di paglia
2019-09-18 22:26:10
Gentile Preside, una domanda le faccio ... perché non tutela o non ha tutelato i suoi studenti? chi ha fatto il video è una semplice vittima ... con la sua "giusta" e normale immaturità ha cercato di denunciare la presenza di una persona non adatta al compito di insegnante!. I veri colpevoli è Lei preside e/o chi ha messo a questo posto d'insegnante una persona del tutto incapace di svolgere questo compito. Il video è la semplice espressione di un disagio che esiste da tempo perché lo sappiamo che il problema esiste da tempo! Vero? ... gli insegnanti lo sanno, le bidelle lo sanno! noi genitori di studenti del Regina margherita lo sospettavamo dai racconti dei nostri figli! e cosa si fa oggi si mette la colpa su questo ragazzo!!!! troppo facile puntare il dito su un ragazzo .. Non vi sembra?... Assumetevi le vostre responsabilità!!!! SIETE VOI COLPEVOLI! GRIDO ALTO E FORTE ...E' INNOCENTE E DEVE ESSERE PROTETTO PERCHE' VIENE UTILIZZATO PER MASCHERARE IL VERO PROBLEMA E NESSUNO LO DEVE CONSENTIRE... AD INIZIARE DA NOI GENITORI... TUTELIAMO I NOSTRI RAGAZZI!
2019-09-18 18:35:34
Sono un insegnante. Trovo che in questa FACCENDA tutti guardino al dito e nessuno alla luna, ovvero si focalizza l'attenzione sulla pubblicazione del video da parte dei ragazzi (unica loro colpa) e non sul reale e concreto problema che è l'inadegueatezza della collega. Tuttavia la diffusione del video è servita, anche se involontariamente, a sollevare il caso. L'atteggiamento della dirigente, stando all'articolo, mira a salvare la faccia, capre e cavoli, ed evita il problema più grande; ma la bomba le è scoppiata (finalmente) in mano: il caso specidfico della prof in questione era evidentemente più che conosciuto dalla preside che però, come in tantissimi altri casi in altrettante scuole, avrà sempre evitato seriamente di affrontarlo. La verità è che spesso nessun dirigente vuole prendersi la briga e la responsabilità di denunciare agli organi csuperiori competenti questo tipo di situazione e quindi di mandare i docenti con queste problematiche alla visita collegiale, che, per chi non lo sapesse, stabilisce appunto l'inadeguatezza dei docenti all'esercizio della professione. E nel frattempo: MA CHI TUTELA QUESTI RAGAZZI E IL LORO DIRITTO ALLO STUDIO?
2019-09-18 12:36:47
bravi continuate cosi.......povera Italia e povera scuola.
2019-09-18 11:53:05
Questa mattina mentre commentavo l'articolo sulle treccine rasta mi è capitato di leggere un articolo del Fatto quotidiano di Alex Corlazzoli Maestro e giornalista del novembre 2012 dove critica la possibilità di insegnare l'Inno d'Italia a scuola giustificando il fatto perchè oggi nelle classi ci sono indiani, rumeni, africani. Ma siccome studiano in una scuola italiana devono saperlo come la storia di Roma antica e la storia italiana: che fanno quando si parla di storia italiana escono e rifiutano di studiarla? In compenso mette in luce la mancanza cronica di argomenti di cronaca-storia recente. A quando la revisione dei libri di storia e geografia italiana? poi ci lamentiamo che i giovani pensano solo a quanto apprendono sui social, smartphone che in aula dovrebbero essere banditi

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