Prostituta uccisa, nuovi indizi
e salma rilasciata dopo due anni

di Viviana De Vita

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SALERNO - Nuove indagini per l’omicidio di Mariana Tudor Szekeres, la giovanissima prostituta romena trovata morta il 15 maggio 2016 in un terreno incolto tra via San Leonardo e via Dei Carrari. La Procura, che da ormai due anni sta cercando di chiudere il cerchio su quel delitto, ha chiesto una proroga delle indagini mentre è finalmente stato disposto il dissequestro della salma della 19enne rinchiusa in una cella frigorifera del Ruggi, da quel 15 maggio 2016 quando il suo corpo, trascinato lì dal killer che l’avrebbe uccisa almeno due settimane prima, fu ritrovato in avanzato stato di decomposizione. Al momento, per quel delitto, resta indagato il 36enne Carmine Ferrante – il muratore vietrese padre di tre figli finito in manette e già condannato in Appello a vent’anni di reclusione per l’omicidio di Nikolova Temenuzhka, la prostituta di origini bulgare trovata senza vita nell’agosto 2016 nei pressi del cimitero di Pagani – ma non è da escludere che, già nelle prossime settimane, possano registrarsi nuove svolte nell’ambito di un’inchiesta che, al momento, appare tutt’altro che chiusa. Proprio su Ferrante si concentrarono i primi sospetti degli inquirenti che, nel novembre 2016, lo sottoposero in carcere ad un prelievo forzoso del dna e nel giugno del 2017 gli notificarono un avviso di garanzia per l’esecuzione sul corpo della 19enne di un nuovo accertamento autoptico. Quell’esame è stato ritenuto dai sostituti Maria Chiara Minerva e Claudia D’Alitto, titolari del fascicolo, di fondamentale importanze poiché è emerso che il dna dello sperma ritrovato sulla salma della 19enne è compatibile con quello del muratore vietrese. Ferrante a parere della Procura sarebbe quindi l’ultimo cliente della vittima e potrebbe essere anche il killer della ragazza. 
Martedì 18 Dicembre 2018, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 18-12-2018 08:12
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