Ragazzina di 15 anni annegò a Paestum:
due condanne ed una assoluzione

Ragazzina di 15 anni annegò a Paestum: due condanne ed una assoluzione
di Carmela Santi
Sabato 9 Luglio 2022, 10:47
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Si è concluso con due condanne e una assoluzione il processo di primo grado per la morte di Angelino Angela, undicenne di Caivano che il 31 luglio 2014 perse tragicamente la vita per annegamento nel mare di Paestum, in località “Ponte di Ferro”.

La ragazzina, ospite con la famiglia di un lido della zona, stava facendo il bagno con il papà Antonio, quando i due – a causa del mare agitato – vennero trascinati dalla corrente di risacca.

I soccorsi – complicati dalle condizioni avverse del mare – permisero di salvare la vita soltanto al padre; nulla da fare, invece, per la piccola Angela, sopraffatta dalla forza delle acque e recuperata quando ormai, purtroppo, il suo cuore aveva smesso di lottare.

All’esito delle indagini del caso, vennero rinviati a giudizio per omicidio colposo il titolare della struttura e il bagnino; il primo per mancanza di alcune delle dotazioni di sicurezza previste dalla vigente ordinanza balneare; il secondo, per non aver esercitato la dovuta sorveglianza.

Altresì, venne rinviato a giudizio per i reati di falso ideologico nella redazione della annotazione di servizio e per favoreggiamento personale il Secondo Capo Scelto della Guardia Costiera Taddeo Raffaele, Ufficiale in servizio presso la Capitaneria di Porto di Agropoli intervenuto sui luoghi del fatto.

All’esito di un giudizio durato quasi cinque anni e di un’istruttoria che ha contato l’audizione di venti persone tra testimoni e imputati, oltre a una copiosa acquisizione documentale, il Giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, dott. Paolo Valiante – disattendendo parzialmente le richieste della Pubblica Accusa, che aveva chiesto la condanna di tutti e tre gli imputati - ha emesso il dispositivo di sentenza, condannando a 1 anno e 2 mesi di reclusione il titolare della concessione balneare, e a 8 mesi il bagnino (pena sospesa per entrambi), oltre al pagamento delle spese processuali e alla condanna in solido al pagamento di una provvisionale di 50mila euro in favore dei genitori della bambina, costituiti parte civile.

Il Tribunale ha assolto invece l’Ufficiale della Guardia Costiera perché il fatto non sussiste, ritenendo dunque che il Taddeo non commise alcun falso nella redazione della annotazione di servizio e, pertanto, alcun favoreggiamento nei confronti del titolare della struttura.

I difensori dei due imputati ritenuti responsabili attendono ora le motivazioni della sentenza - per le quali il giudice si è riservato il termine di 90 giorni – al fine di proporre appello.

Soddisfazione esprime, dal proprio canto, il collegio difensivo del Sottocapo Scelto Taddeo Raffaele, formato dagli avvocati Antonello Natale e Luca Palma, i quali osservano tuttavia che una sentenza giunta dopo ben otto anni dal fatto, in una vicenda che ha impedito al loro assistito (attualmente in servizio in Sicilia a bordo della Nave Diciotti) di ottenere avanzamenti di carriera, non possa considerarsi Giustizia nel senso proprio del termine.

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