Rissa in un noto discobar,
due minorenni finiscono in carcere

Mercoledì 4 Maggio 2022 di Nicola Sorrentino
Rissa in un noto discobar, due minorenni finiscono in carcere

Hanno entrambi 16 anni e ieri mattina sono finiti nel carcere minorile, con le accuse di tentato omicidio, rissa aggravata, lesioni e detenzione in luogo pubblico di un coltello. Sullo sfondo c'è la rissa consumata all'interno e poi nel parcheggio di un discobar di Castel San Giorgio, lo scorso 1 marzo, tra due gruppi di Nocera Inferiore e Bracigliano. Stando alle indagini dei carabinieri coordinati dalla Procura presso il tribunale dei minori di Salerno, i due 16enni sono indagati perché avrebbero accoltellato - l'accusa è in concorso - un ragazzo maggiorenne al polmone e alla schiena. Chi aveva il coltello avrebbe colpito altri tre giovani.

Per loro le prognosi furono di 8 e 10 giorni, con ferite più lievi. Nella stessa inchiesta sono indagati altri cinque maggiorenni per il solo reato di rissa, per i quali si procede separatamente. A sferrare la coltellata sarebbe stato un minore di Nocera Inferiore, con il coltello passato di mano - secondo testimoni - dall'altro indagato, di Roccapiemonte. I due sono difesi dai legali Manuel Capuano e Andrea Vagito. Mentre uno dei due teneva ferma la vittima stringendogli un braccio intorno al collo, l'altro lo colpiva alle spalle. Il ragazzo ferito finì in ospedale in codice rosso. Il coltello fu recuperato dai carabinieri: aveva una lama di 7,5 centimetri. La rissa tra i due gruppi sarebbe scoppiata per un apprezzamento su una ragazza e per uno spintone a un giovane.



La vittima era intervenuta nella colluttazione, dopo aver visto la madre che era venuto a prenderlo, insieme alla fidanzata. Secondo alcune testimonianze però, la stessa vittima aveva sferrato dei calci ad uno dei due minori finiti in carcere, mentre era a terra. Così come qualche pugno, nelle fasi iniziali della rissa, prima di essere ferito con un coltello alla schiena. I carabinieri hanno ricostruito i fatti mettendo insieme diverse testimonianze, immagini video ed ulteriori elementi acquisiti da telefoni e profili social. Il gruppo di Bracigliano è composto da quattro ragazzi maggiorenni. In quello di Nocera Inferiore, ci sono i due minori finiti in carcere ed un maggiorenne. Tra gli elementi di prova, oltre al sequestro di vestiti insanguinati, c'è una conversazione acquisita dai carabinieri in cui uno dei maggiorenni commenta i fatti accaduti, confermando i sospetti anche sui due minori: «Ci vengono a prendere».

Nei confronti dei due 16enni, figli di stimati professionisti, il gip non ha dubbi: «La particolare violenza offensiva dell'accoltellatore e del suo complice rende evidente la loro volontà omicidiaria». La personalità dei due viene definita «inquietante e incline alla devianza». Per il giudice altre prescrizioni, come la permanenza in casa, è da escludere: «Le prime richiederebbero uno spirito collaborativo per il quale non si ripone in concreto alcun affidamento, e la seconda non garantirebbe quelle esigenze educative che le famiglie hanno dimostrato, attraverso l'agire dei propri ragazzi, di non essere in grado di assicurare». Il gip ha disposto il carcere per il solo tentato omicidio, mentre il collocamento in comunità per le altre accuse: «Il percorso educativo al quale i minori vanno sottoposti va certamente integrato con un regime più controllante e restrittivo che garantisca loro momenti di riflessione maggiormente appropriati». L'indagine è stata condotta dal Procuratore Patrizia Imperato.
 

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