Assenteismo al Ruggi, niente reati
«Solo sanzioni disciplinari»

di Petronilla Carillo

Si conclude con un «non doversi procedere perché il fatto non sussiste» l’inchiesta sugli assenteisti al Ruggi. Lo ha decretato ieri, con una motivazione di tre pagine, il giudice per l’udienza preliminare Piero Indinnimeo. Il caso è quello della tranche di dipendenti (tra i quali anche alcuni medici) accusati dal pm Francesco Rotondo di violazione dell’articolo 55 quinques della decreto legislativo165/2001, detto anche legge Brunetta: errato uso del badge aziendale. Una sentenza che, così come motivata, potrebbe ora indurre la procura di Salerno e rivedere la propria posizione e decidere di presentare al gup non più una richiesta di rinvio a giudizio ma di archiviazione per altre ottocento posizioni. E questo perché, non essendo stata formulata a carico dei ventidue indagati di ieri l’ipotesi di truffa aggravata, secondo il gup Indinnimeo «gli scambi compiuti dagli imputati non hanno determinato (e quindi certamente non erano finalizzati a ciò) alcuna assenza dal servizio d parte degli stessi, neanche per un minuto, nel senso che costoro, pur non timbrando personalmente il cartellino, sono stati sempre sul luogo del lavoro, dal primo minuto della richiesta di prestazione lavorativa, fino all’ultimo». 

Il verdetto di ieri riguarda, nello specifico, ventidue dipendenti i quali, secondo le accuse, avrebbero effettuato un «reciproco scambio di badge» che, per il magistrato, non crea «alcun tipo di disservizio all’interno dell’ospedale né sotto il profilo organizzativo - nel senso che tutti i dipendenti erano presenti a lavoro per l’intero orario di servizio previsto dal contratto - né per l’utenza, nel senso che i malati non hanno mai sofferto illeciti vuoti di organico, né prima né dopo né durante l’orario dia servizio dei dipendenti che, pur non timbrando personalmente, non si sono mai allontanati, una volta giunti in orario in azienda dal luogo di lavoro, permanendovi fino alla fine dell’orario». Di qui, scrive ancora il gup nella motivazione, «il profilo da analizzare è la natura della violazione commessa da detti dipendenti mediante l’utilizzo del badge».
Martedì 13 Febbraio 2018, 06:45 - Ultimo aggiornamento: 13-02-2018 09:14
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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2018-02-13 17:13:38
I colpevoli siamo noi pazienti!
2018-02-13 17:11:50
Il fatto non sussiste! Ah, Ah, Ah ...........
2018-02-13 09:36:40
questa è misteriosa, se erano tutti presenti negli orari di servizio perché scambiarsi i badge? una specie di scherzo da burloni?

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