Covid a Salerno, contagiati 300 studenti:
«Ma evitiamo chiusure generalizzate»

Sabato 20 Febbraio 2021 di Gianluca Sollazzo
Covid a Salerno, contagiati 300 studenti: «Ma evitiamo chiusure generalizzate»

Campania in zona arancione, ripiomba lo spetto della chiusura delle superiori. «Si deve fare di tutto per evitare la chiusura generalizzata delle scuole - l'appello dei presidi - gli studenti sono già fin troppo provati». Ad oggi nel Salernitano le lezioni in presenza stanno interessando il 50% della popolazione scolastica delle superiori per evitare sovraffollamenti nei bus e nei treni e mantenere il distanziamento all'ingresso degli istituti. Quindi 24 mila ragazzi seguono in presenza e altri 24mila restano in didattica a distanza a rotazione. Questo - secondo i presidi - è l'assetto da mantenere. E preservare. «Non sappiamo ancora che succede - spiega Claudio Naddeo, portavoce dei presidi salernitani e presidente provinciale Associazione Nazionale presidi - Stando all'ultimo Dpcm in Campania deve restare aperta la scuola superiore al 50% delle presenze. Dobbiamo fare di tutto per tenere duro in base ad un principio di territorialità». Il trend dei contagi comunicato entro ieri all'assessorato regionale all'istruzione è di circa 90 ragazzi positivi nel capoluogo e circa 210 in provincia. Ma sono dati in aumento.

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«Abbiamo comunicato all'assessorato regionale all'istruzione il trend dei contagi - continua Naddeo - Ecco bisogna ripartire da questo punto per evitare chiusure generalizzate tenendo conto dei dati che abbiamo comunicato all'assessorato. Dove ci sono molti casi si chiuda. Se ci sono pochi casi deve poter continuare a funzionare la scuola in presenza. È l'unica strada perseguibile». I contagi avvengono all'esterno delle scuole e non dentro, dove i protocolli di sicurezza funzionano. «Sono contraria ad una chiusura in modo indiscriminato ma solo laddove si registri un cluster - sostiene Ornella Pellegrino, preside del popoloso Istituto alberghiero Virtuoso di Salerno - Sui miei 1000 e più studenti ho registrato solo 165 richieste di didattica a distanza per fragilità personale o di congiunti fino alla fine dell'anno. La costante è che molti chiedono di frequentare tutti i giorni e purtroppo non possiamo accontentarli per rispettare l'ingresso al 50%. I laboratori sono gettonati e gli studenti percepiscono la scuola come un ambiente sicuro: il contagio avviene all'esterno». Uno stop alla ipotesi di chiusure generalizzate nelle scuole superiori arriva anche dai presidi del sud della provincia. «Bisogna tenere conto dell'indice di contagio nella zona ove è ubicata la scuola - dichiara Mimì Minella, portavoce dei presidi area sud di Salerno nonché preside dell'istituto Parmenide di Roccadaspide - La scuola in presenza è una risorsa da difendere a tutti i costi». «L'emergenza educativa chiede di recuperare il tempo, purtroppo, perso per questa inaspettata pandemia - riflette ancora il preside Minella - Adesso abbiamo una trasversalità politica, necessaria per completare il processo dell'autonomia e la libertà di scelta educativa. Dobbiamo mettere in condizione gli studenti di andare a scuola per imparare. Non solo il pezzo di carta, ma il sapere. Serve allineare il calendario per recuperare? Ma quando mai i dirigenti scolastici, i docenti e il personale scolastico tutto non hanno seguito le indicazioni ministeriali utili ai ragazzi?».

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Sulla ipotesi di rimodulazione del calendario scolastico con chiusura della didattica fissata per il 30 giugno la bocciatura dei presidi è unanime. «I ragazzi hanno perso tanto in termini di competenze e di relazioni - dice la preside Pellegrino - resto del parere che il prolungamento delle lezioni al 30 giugno crei soltanto un ulteriore caos nell'organizzazione delle attività scolastiche. Infatti non si tiene conto che la maggior parte dei docenti delle scuole secondarie di secondo grado è impegnata negli esami di stato e non ci sarebbe possibilità di sostituirli». «Non abbiamo avuto rallentamenti con la didattica a distanza - dice la preside del liceo Tasso, Carmela Santarcangelo - e stiamo lavorando nel rispetto dei tempi. Da gennaio stiamo recuperando anche la frazione oraria. Vedremo i provvedimenti e li applicheremo, per garantire il monte ore annuale, se non dovessimo riuscire a garantirne il rispetto nei tempi già previsti. Rivedere il calendario però, significherà rivedere i tempi degli scrutini e degli esami di stato. Dovrebbe slittare tutto».
 

Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 10:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA