Curia di Salerno, c'è la svolta rosa:
17 donne nel consiglio pastorale

Lunedì 11 Ottobre 2021 di Giuseppe Pecorelli
Curia di Salerno, c'è la svolta rosa: 17 donne nel consiglio pastorale

«Uomo e donna hanno la stessa dignità e c'è nella storia, anche oggi, una schiavitù delle donne: le donne non hanno le stesse opportunità degli uomini. Dobbiamo leggere quello che dice Paolo: siamo uguali in Cristo Gesù». Le parole che Papa Francesco ha pronunciato nell'udienza generale dell'8 settembre scorso sono la chiave per leggere le ultime nomine dell'arcivescovo Andrea Bellandi che, ponendosi nel solco del magistero del Pontefice argentino, ridisegna il consiglio pastorale diocesano, organo consultivo che, sotto l'autorità del Pastore, studia, valuta e propone conclusioni operative per quanto riguarda le attività diocesane. Si delinea una vera e propria svolta.


Monsignor Bellandi nomina, per il quinquennio 2021-2026, diciassette donne, in gran parte laiche, su un numero complessivo di trentasei consiglieri. Oltre ai membri di diritto - il vicario generale, don Alfonso Raimo, e i vicari episcopali don Alfonso Gentile, don Antonio Romano, don Roberto Piemonte e padre Francesco De Crescenzo - entrano in consiglio Maria Vittoria Lanzara, presidente provinciale dell'Azione Cattolica; Maria Luisa Pilla, componente della presidenza nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori; suor Susana Rodriguez Castillo, Antonia Maria Teresa Lupo, Mariarosaria Iannuzzelli, Claudia Macellaro, Maria Caterina Longo, Palmira Schiavo, Francesca Artemisio, Ada Lamberti, Alessandra Grimaldi, Giuliana Facenda, Monica Incognito, Gilda Lecce, Mariarosaria Masullo, Bernadetta Russo e Pina Carriero. L'arcivescovo ha inoltre nominato don Alfonso Basile, don Francisco Saverio Guida, don Cristoforo Mitria, don Giovanni Mascia, don Antonio Sorrentino, don Angelo Barra, don Michele Di Martino, padre Damiano Antonino e il diacono Rosario Palo. Altro aspetto che caratterizza il nuovo consiglio pastorale è la forte presenza dei laici. Alle donne prima citate si aggiungono infatti Rosario De Piano, Biagio Glielmi, Roberto Sibilia, Aniello Landi e Alessandro Pio Memoli. Il ruolo della donna e quello dei laici sarà uno dei temi al centro della riflessione del Sinodo dei vescovi, la cui assemblea è prevista per l'ottobre 2023. Prima però le diocesi e i fedeli di tutto il mondo saranno chiamati a discutere sul tema proposto: Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione. È la prima di tre fasi che si potrebbe definire di ascolto dal basso delle persone, la novità più importante della riforma del Sinodo voluta da Francesco, che ieri mattina ha presieduto la celebrazione d'apertura nella Basilica di San Pietro.

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L'arcivescovo Bellandi aprirà la fase diocesana alle 17 di domenica prossima, 17 ottobre, in cattedrale. Un appuntamento - non una Messa, ma una liturgia della parola - per certi versi storico al quale parteciperà tutto il clero diocesano (le chiese resteranno chiuse in serata), i diaconi, i religiosi, i rappresentanti dei laici. Saranno anche invitati esponenti di altre confessioni religiose. Oltre al consiglio pastorale, l'arcivescovo ha deciso ulteriori nomine: don Michele Romeo è il nuovo segretario paricolare del presule; a Pastena, don Alessandro Gallotti è parroco in solidum del Volto Santo e affianca don Francesco Coralluzzo; a Fratte, il padre dottrinario Rocco Caruso è il nuovo parroco di Santa Maria dei Barbuti e avvicenda il confratello padre Franco Mangili, che continuerà a svolgere la sua missione come vicario; don Roberto De Angelis guida la parrocchia del Santissimo Salvatore, a Calvanico e quella dei Santi Giovanni Battista e Nicola a Carpineto di Fisciano (qui il vicario è don Vincenzo Serpe); monsignor Antonio Galderisi riceve l'incarico di vicario di Santa Maria a Mare, la parrocchia che ha guidato per ventisette anni; don Hanna Kadra è vicario a Sant'Eustachio, nella zona orientale; Rita Inglima è responsabile del servizio per la catechesi alle persone diversamente abili; Luciano Gerardo Marino delegato diocesano per la Faci; padre Giampiero Canelli cappellano della Clinica Tortorella.
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