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Mercatello nel degrado, è rivolta:
«Questa è l'area De-Crescent»

Domenica 29 Maggio 2022 di Barbara Cangiano
Mercatello nel degrado, è rivolta: «Questa è l'area De-Crescent»

L'erba ha raggiunto la metà dei tronchi degli alberi, le cui radici fuoriescono da marciapiedi dissestati. In poco meno di trecento metri, sono tre le strutture fatiscenti: l'ex lido Arenella, una vecchia casa vacanze e un ex cantiere navale. La ruggine è ovunque, l'immondizia costeggia il litorale e non basta una barriera di cemento a nasconderla, separando i rifiuti da una spiaggia finalmente degna di tale nome, ma in quel tratto inaccessibile perché le discese a mare sono ostruite. Benvenuti in via Leucosia, quartiere Mercatello, dove ieri mattina un gruppo di residenti, affiancato dal consigliere comunale Claudia Pecoraro e dal segretario provinciale di Sinistra italiana Franco Mari, ha dato vita a una protesta per denunciare, per l'ennesima volta, tutto quello che non funziona nella zona orientale.

«Vergogna grida una signora Qui siamo nell'area De-Crescent, figli di nessuno abbandonati al nostro destino. In centro almeno ci provano a mantenere il decoro urbano, noi invece siamo costretti a vivere in condizioni di assoluto abbandono». I cartelli parlano chiaro: «Il muro della vergogna», «Più spiagge libere», «Degrado totale». «Sono anni che proviamo ad essere ascoltati - spiega Ornella Parisi, presidente del comitato di quartiere - ma l'amministrazione, oltre a fare promesse che non vengono mantenute, non muove un passo». L'indice è puntato in particolare contro l'ex lido Arenella, distrutto da una mareggiata nel 2008 e mai più riaperto. Ora è una struttura fatiscente che potrebbe essere demolita o recuperata. Un progetto c'è, spiega il concessionario Alfredo Serretiello, titolare anche del Miramare, «ma non intendo investire un euro. La vicenda delle concessioni è ancora ballerina e nessuno è in grado di darmi garanzie, quindi sono con le mani legate. Per il Miramare ho investito un milione e mezzo di euro, restituendo in parte dignità al quartiere. Per l'Arenella ci vorrebbero almeno due milioni di euro. Li cacciasse lo Stato e io pago il canone. Allora possiamo iniziare a ragionare. I residenti sono esasperati e mi addossano colpe che non ho, perché sarei il primo a voler risolvere il problema se avessi i mezzi per farlo». Il Comune potrebbe e dovrebbe intervenire, ricorda Claudia Pecoraro, «ad esempio eliminando tutte queste microdiscariche a cielo aperto. E poi in questo tratto non ci sono discese a mare, quindi è impossibile accedere alla spiaggia. Verificherò al più presto e chiederò di ripristinarle e sarà mia cura sollecitare gli uffici per provvedere alla manutenzione del lungomare che è in una situazione di totale incuria». Lo sa bene Zaccaria Zullo, storico residente del quartiere: «Siamo sommersi dai rifiuti, non c'è un bagno pubblico e le erbacce sono diventate alte quasi quanto gli alberi. Poi la sera è pericoloso venire qui a passeggiare, perché in questi edifici abbandonati si spaccia e questo lo sanno bene tutti». Altro che città turistica, sbotta Gina Auletta: «Ci avevano garantito che con il ripascimento della spiaggia avrebbero rimosso questi obbrobri di cemento che sono anche pericolosi per i bambini. E invece da dieci anni siamo in queste condizioni. Uno schifo assoluto». I cittadini però, iniziano a reagire «e questo è un buon segnale - dice Franco Mari - perché vuol dire che sono esasperati e non vogliono tollerare oltre lo scempio che si sta consumando qui, come in tanti altri quartieri cittadini. Il verde pubblico è un bubbone già esploso perché sono otto mesi che la situazione è in fase di stallo e in nessun'altra città si sarebbe tollerata una cosa del genere. Hanno fatto un piccolo bando che corre dietro l'erba che cresce sempre più alta, dove si annidano topi e blatte. E ormai siamo già in piena estate, date le temperature dell'ultimo periodo». 

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Qualcuno pensa di adottare un'aiuola, qualcun altro di inviare l'ennesima Pec agli uffici comunali. «Anche perché ribadisce Parisi le emergenze non ci sono solo in via Leucosia. In via Fornari c'era un parco giochi che è stato inspiegabilmente chiuso e l'ingresso della metropolitana di Mercatello è l'unico dove ci si ritrova in una jungla che fa paura perché non sai cosa può uscire fuori dall'erba. Siamo stanchi di essere trattati da cittadini di serie B. Devono ascoltarci e muoversi a risolvere i nostri problemi perché siamo veramente stufi. Venissero qui di persona a constatare con i loro occhi». 

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