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Salerno, il Pd blinda De Luca ma
perde Conte, in campo anche i big

Mercoledì 17 Agosto 2022 di Giovanna Di Giorgio
Salerno, il Pd blinda De Luca ma perde Conte, in campo anche i big

C'è da riempire solo una casella, quella che Federico Conte ha scelto di lasciare vuota dicendo un secco e polemico «no» alla proposta della direzione nazionale del Pd. Per il resto, il partito di Enrico Letta scopre le carte prima di tutti gli altri, componendo un puzzle con tasselli in parte inattesi. Nel salernitano va sostanzialmente secondo i piani del Pd locale, con la rielezione praticamente blindata del deputato uscente Piero De Luca, piazzato al primo posto del listino per la Camera nel collegio plurinominale che comprende Salerno e Avellino. Nei collegi uninominali, invece, proveranno a conquistare un seggio a Montecitorio Paola Lanzara, Fulvio Bonavitacola e Luca Cascone. Gianfranco Valiante, invece, tenterà l'ingresso a palazzo Madama. Nessun salernitano, però, è in posizione utile nel collegio plurinominale per il Senato: il segretario dem catapulta come capolista nel collegio Campania 2 Susanna Camusso.

Che il primogenito del governatore Vincenzo De Luca ottenesse una rielezione praticamente assicurata era chiaro da tempo. Il Pd di Salerno, guidato da Enzo Luciano (che è pure il capo staff del sindaco di Salerno, Enzo Napoli), si è mobilitato perché De Luca jr, vicecapogruppo alla Camera, fosse capolista nel plurinominale. Eletto nel 2018 nella lista proporzionale della circoscrizione di Caserta, per lui hanno firmato oltre 600 tra sindaci e amministratori locali del salernitano. «Sono orgoglioso di aver ricevuto la candidatura come capolista nel collegio di Salerno e Avellino commenta il deputato uscente - Il Pd è la mia casa, da sempre. La comunità in cui ho portato avanti in questi anni, sul territorio e in Parlamento, battaglie convinte sui temi del lavoro, dei diritti, dell'Europa, del Mezzogiorno, dello sviluppo, dell'ambiente, dell'attenzione al sociale». E ringrazia «il segretario Letta per il forte sostegno ricevuto».



Dopo Piero De Luca, nel listino compaiono Rosa D'Amelio, attualmente delegata regionale alle Pari opportunità, Nunzio Senatore, vice sindaco di Cava de' Tirreni, e Caterina Lengua, sindaco di Cervinara. Un'altra sindaca, Paola Lanzara di Castel San Giorgio, correrà per un posto alla Camera. Ma lo farà nel collegio uninominale dell'Agro Nocerino Sarnese. Una zona, cioè, dove a farla da padrone è il centrodestra a trazione Fdi, con Edmondo Cirielli. Due fedelissimi del presidente De Luca, invece, ci proveranno nei due restanti collegi uninominali. Il vice presiedente della Regione, Fulvio Bonavitacola, sarà il candidato del collegio che comprende, tra l'altro, Salerno, Cava de' Tirreni e Battipaglia. Nella zona a Sud di Salerno, nel collegio che comprende Eboli, il Cilento e il Vallo di Diano, ci proverà il consigliere regionale Luca Cascone.

Si apre già un caso, invece, sulle candidature per il Senato. Nel collegio uninominale che comprende la grande maggioranza dei Comuni della provincia di Salerno, a giocarsi la sua partita sarà il sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante. Il listino del plurinominale Campania 2, invece, piazza al primo posto, quello sostanzialmente sicuro, l'ex segretario della Cgil, la milanese Susanna Camusso (nel Campania 2 il posto sicuro va al ministro, nato a Ferrara, Dario Franceschini, e in uno dei collegi napoletani per la Camera al potentino Roberto Speranza, il ministro inviso a De Luca, la cui candidatura ha suscitato più di un malumore). Solo il terzo posto per la deputata salernitana uscente, Eva Avossa, il quarto per Giovanni Lombardi. Chi rimpiazzerà Federico Conte, invece, è da capire. Il deputato uscente, che definisce la Campania «un'area di atterraggio per candidature prestigiose di altre realtà», va giù duro: «La ondeggiante politica dell'ultima fase e l'algido svolgimento delle trattative per la formazione delle liste, caratterizzate da veti autoreferenziali, provano che non sono venute meno, specie in Campania e in particolare a Salerno, le ragioni per le quali alcuni di noi decisero di candidarsi con LeU». Un attacco tutt'altro che velato a Vincenzo De Luca. Niente posto blindato neppure per il salernitano Enzo Maraio. Il segretario nazionale del Psi, fautore dell'accordo politico con il Pd, ottiene soltanto un secondo posto, tutt'altro che sicuro, nella lista proporzionale del Pd a Roma.

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