Salerno, i saluti del questore Ficarra:
«Non scaricate su di noi colpe di altri»

Sabato 21 Maggio 2022 di Petronilla Carillo
Salerno, i saluti del questore Ficarra: «Non scaricate su di noi colpe di altri»

«È stata un'esperienza molto intensa, contraddistinta da una infinità di eventi anche importanti. Era il 2018 quando l'allora capo della polizia Gabrielli mi chiamò e mi disse che sarei venuto a Salerno, e ricordo che mi disse di fare tanta attenzione perché andavo in una città esigente sotto il profilo della sicurezza e complessa in tutte le sue sfaccettature. Sono stati quattro anni pieni di esperienze, molte della quali non piacevoli come la gestione della pandemia». Il questore Maurizio Ficarra saluta Salerno con il sorriso sulle labbra perché la scadenza del suo mandato, il 30 maggio, coincide con l'inizio della sua nuova vita da pensionato.

Questore Ficarra, dunque è stata un'esperienza impegnativa dirigere la polizia a Salerno...
«Sicuramente ma non per il personale, più che altro per il contesto nel quale mi sono trovato a lavorare: ho dovuto impegnarmi molto per far rispettare il ruolo e la dignità professionale delle forze dell'ordine sulla quali, troppe volte, è stata riversata una responsabilità che non avevano ma che, forse, era attribuibile alle competenze di altre istituzioni».

Parole sincere. Ci può fare un esempio?
«La gestione dei controlli durante la fase rossa della pandemia: se i contagi calavano tutti avevano meriti, se aumentavano la colpa era della polizia che non eseguiva gli adeguati controlli. Eppure in quel periodo il nostro Corpo, come le altre forze dell'ordine, ovviamente, sono state sempre in prima linea. Così... giusto per fare un esempio...».

Passiamo alla sicurezza. Secondo lei Salerno è una città tranquilla?
«Credo che sia una città moderatamente tranquilla se raffrontata alle città della stessa grandezza del sud Italia, ma non mancano le problematiche. Alcune anche di carattere sociale, come la presenza di bande di minori. Tutti sanno delle risse tra giovanissimi e del grande lavoro che abbiamo fatto... Ma ci sono alcuni retroscena a queste vicende che mi lasciano senza parole. Come il fatto che nelle loro stanze, durante le perquisizioni, sono state ritrovate armi offensive, come tirapugni, nocchiere... è possibile mai che un ragazzo possiede queste cose e i genitori non se ne accorgono?».

Questore, lei hai sempre chiesto l'aiuto della società civile nel denunciare i fatti e ha sempre sostenuto, probabilmente anche da uomo del Sud, essendo lei di Palermo, il ruolo fondamentale delle famiglie nella gestione dei minori spesso protagonisti di episodi di violenza. C'è un allarme sociale sui ragazzini?
«Ci sono situazioni di forte disagio e di preoccupazione perche, secondo i rilievi che facciamo in strada, si sta abbassando la soglia di età per quanto riguarda l'uso di droga, si inizia con le leggere e poi si finisce ad utilizzare anche altro. E anche l'uso di alcolici da parte dei ragazzi. Devo però dire che, da questo punto di vista, abbiamo sempre trovato conforto, sostegno e coordinamento da parte della procura dei minori».

E quali sono, secondo lei, le maggiori criticità di questo territorio?
«È un territorio molto esteso ed eterogeneo. La droga è l'affare principale sia nell'agro nocerino e sia nella Piana del Sele. Anche se, soprattutto nell'ultimo periodo nell'agro nocerino, le estorsioni e gli ordigni che fanno esplodere rappresentano il tentativo di prendersi il territorio con le intimidazioni e il racket ma... stiamo monitorando. Durante questi quattro anni, con la preziosa collaborazione e direzione della procura ordinaria e della Dda, abbiamo cercato di mettere in campo le migliori azioni possibili per garantire sicurezza e legalità a tutti i livelli. Non per ultimo, voglio ricordare, l'indagine portata avanti dalla Mobile sulle cooperative sociali. Ma, insieme alle altre forze di polizia, con le quali ho condiviso questo importante percorso, stiamo monitorando costantemente, soprattutto post pandemia, tutte le attività che si aprono o che cambiano gestione per evitare infiltrazioni della malavita ed acquisizione illegali di quote societarie».

Lei andrà via e diversi progetti che ha seguito si realizzeranno...
«L'importante è averle avviate. Sono, ad esempio, molto contento di aver dato il via ufficiale all'iter per la realizzazione di un commissariato di pubblica sicurezza ad Agropoli, un territorio dove mancano presidi di polizia. Un passo importante».

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