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Salerno, spiagge come discariche:
«Trovate il modo di pulire i vandali»

Domenica 12 Giugno 2022 di Barbara Cangiano
Salerno, spiagge come discariche: «Trovate il modo di pulire i vandali»

Temperature da record, primi tuffi e prime lamentele. Se la settimana scorsa i bagnanti avevano puntato il dito contro il mare sporco e coperto di chiazze gialle e oleose, questa volta tocca agli arenili che, nonostante la stagione non sia ancora entrata nel vivo, sono già in diversi punti diventati delle microdiscariche. Tra le situazioni più emergenziali c'è sicuramente il tratto di via Allende: qui, ieri mattina, i volontari di Voglio un mondo pulito hanno portato via dalla sabbia bel 147 chili di rifiuti. Oltre cento chili di indifferenziato, tra cui addirittura pezzi di vecchi computer; oltre sedici di plastica, ventinove di vetro, senza considerare l'enorme quantità di cicche di sigarette. Cicche, sottolinea Ciccio Ronca, «che insieme alle palettine dei gelati e ai residui di cibo, oltre che a lattine e bottiglie, sono presenti quasi ovunque sulle spiagge libere, dove non sono i gestori delle strutture ad occuparsi direttamente della pulizia per garantire decoro e igiene ai loro clienti». 

Per il suo impegno sul territorio, Voglio un mondo pulito sarà una delle associazioni di tutela ambientale scelte dal Parlamento europeo come «associazioni di riferimento del 2022 per la salvaguardia dell'ambiente», per la campagna #vogliounpianetacosì. Il merito è di Sara C. Santoriello che ha portato all'attenzione dei vertici dell'Ue il lavoro svolto dal gruppo di giovani attivisti salernitani. Voglio un pianeta così ha l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini verso comportamenti e stili di vita più sostenibili e rispettosi dell'ambiente e sarà l'occasione per raccontare le buone pratiche made in Italy, da Arabat, startup pugliese che utilizza le bucce d'arancia per recuperare metalli preziosi dalle batterie esauste, passando per Plastic Free e appunto Voglio un mondo pulito, associazioni di volontariato che si occupano della salvaguardia dell'ambiente marino, fino ad arrivare a Gaudats Junk Band, gruppo musicale che suona strumenti auto-costruiti e ricavati da materiale di scarto. Gli attivisti torneranno in azione nei prossimi giorni sia in città che sugli arenili. 

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Intanto diverse segnalazioni sono giunte anche da altri tratti del litorale, a partire dalla spiaggia libera di Torrione. «Per fortuna l'altro giorno gli agenti della polizia municipale hanno provveduto a sgomberare l'ex ostello della gioventù e a bonificare l'area - racconta Francesca Pisaturo - Ma purtroppo non basta. La sabbia è sporca e non perché non vengano a pulirla, ma perché la gente lascia ogni pomeriggio di tutto: buste con pezzi di pane, pizze, bottiglie d'acqua, di birra e di coca cola, perfino gelati sciolti e, la cosa più disgustosa, assorbenti che poi finiscono in mare. Sono sempre più convinta del fatto che ormai in questa città si sia arrivati a un livello di scadimento impressionante. Le persone non hanno più rispetto del bene pubblico e questo è un argomento sul quale la politica dovrebbe interrogarsi per capire come intervenire». Non va meglio sulla spiaggia libera limitrofa all'hotel Baia: «Ci sono persone che vengono qui con i cani e non raccolgono i loro bisognini - denuncia Aniello Santoro - Se lo fai notare, rischi pure di prenderti un ceffone. Quindi devi fare lo slalom tra le deiezioni canine e tutto quello che decidono di lasciare in riva al mare o addirittura in acqua. Mi dispiace dirlo, ma i peggiori sono i giovani. Arrivano in gruppi di otto o dieci e quando vanno via non si prendono mai la briga di portare via l'immondizia che producono. Sulle sigarette è una battaglia persa, nonostante ci siano dei comodi posaceneri portatili che dovrebbero essere distribuiti gratuitamente dall'amministrazione comunale, così come succede in tante altre città italiane». E non finisce qui, perché sono decine le segnalazioni di cumuli di immondizia abbandonati tra via Porto e via Ligea, sia di giorno che di sera. «Siamo alle solite - protesta Luca Sangiorgio - Con il caldo si crea una puzza insopportabile ed è imbarazzante vedere cartoni e bustoni di indifferenziato lasciati marcire sotto il sole mentre passeggiano turisti e famiglie diretti al mare. La quantità è tale che credo sia opera di qualche ristorante, per questo servirebbero controlli più mirati e anche multe più severe per scoraggiare chi proprio si ostina a non voler rispettare le regole». 

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