Salerno, truffa sulla immatricolazione
delle auto: sequestrati 900mila euro

Venerdì 29 Ottobre 2021
Salerno, truffa sulla immatricolazione delle auto: sequestrati 900mila euro

Immatricolavano le auto provenienti da Paesi comunitari con documentazione falsa, presentata a nome dei clienti per evadere l'Iva. La Guardia di Finanza di Salerno, su delega delle Procure di Salerno e di Nola, ha eseguito due decreti di sequestro preventivo per un valore di oltre 900mila euro nei confronti di 9 imprenditori e di 2 società, indagati per reati di evasione fiscale commessi nella vendita di veicoli di provenienza comunitaria.

I primi accertamenti delle Fiamme Gialle del Gruppo di Salerno sono stati avviati sulla base di una denuncia in cui l'esponente riferiva di aver ricevuto dall'Agenzia delle Entrate la contestazione del mancato versamento dell'imposta sull'acquisto di un'auto che risultava aver avuto luogo in Repubblica Ceca. L'auto in questione, pur provenendo dall'estero, era stata comprata dall'uomo tramite un concessionario di Marigliano ( Napoli), che aveva rilasciato regolare fattura comprensiva dell'Iva. Scettico quindi per le difformità segnalate dall'Agenzia delle Entrate, il 40enne si è quindi rivolto alla Guardia di Finanza che ha svelato una serie di truffe analoghe, poste in essere da quella che si e rivelata una vera e propria associazione a delinquere. 

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Grazie ad un meccanismo ben rodato, il principale rivenditore, avvalendosi di alcune imprese del settore e di un'agenzia di consulenza compiacente, con sede a Pagani, predisponeva, di volta in volta, delle certificazioni a nome dei clienti che simulavano, da parte di questi ultimi, l'acquisto delle vetture negli Stati dell'Unione Europea, nonché il corretto assolvimento dei connessi obblighi fiscali. La documentazione «falsa» veniva così esibita agli uffici della Motorizzazione Civile e dell'Aci per le pratiche di immatricolazione, senza destare alcun sospetto, dal momento che, in caso di importazione dei veicoli da parte di privati, gli unici adempimenti oggetto di verifica riguardano la presentazione di una mera autodichiarazione sull'avvenuto versamento delle imposte. I finanzieri hanno ricostruito, a partire dal 2014, operazioni di nazionalizzazioni illegittime per circa 600 autovetture, un giro d'affari che ha determinato, per le casse dell'Erario, un danno legato al mancato pagamento dell'Iva quantificato in oltre 2 milioni di euro. Nella maxi frode sono risultate a vario titolo coinvolte complessivamente 14 società campane e 21 rappresentanti legali, che dovranno ora rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica in atto pubblico e induzione in errore di pubblico ufficiale.

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