Salmo concerto sold out al PalaSele: «Sarà tutto un altro show»

«Le Carie è la mia squadra, il cerchio perfetto, senza di loro il live non sarebbe lo stesso»

Il rapper Salmo
Il rapper Salmo
di Maria Francesca Troisi
Lunedì 5 Dicembre 2022, 17:34 - Ultimo agg. 6 Dicembre, 11:28
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Gioca da più di un anno con l'incubo del flop tanto da intitolarci album e tour. Per poi sfondare a San Siro, davanti a 50mila spettatori in delirio che pogano su suo invito. Prima volta per un rapper solista al Meazza, che segna anche la rap-pacificazione (su gag) con l'ex nemico Fedez, confluita nel brano «Viola» per la gioia di Dj Ringo. Per la serie «tutti fanno gli stadi», ma Salmo lo merita un po’ di più. All'anagrafe Maurizio Pisciottu (classe ‘84), non si smentisce, e da habitué sbanca classifiche continua a collezionare sold out pure nei palasport. Non fa eccezione l’unica data campana del suo «Flop tour», prevista al Palasele di Eboli il 6 dicembre, per cui assicura: «Sarà tutto un altro show». Non a caso il concerto comprende sì i brani più significativi di «Flop» (doppio disco di platino), ma strutturato su una scaletta inedita (una ventina i brani in programma) che spazia tra vecchie hit e momenti metal, dj set trascinanti e parentesi più intime, e il debutto per la prima volta live (nella tournée invernale, una quindicina di tappe in tutta Italia) dei brani tratti da «Salmo Unplugged», lo speciale uscito il 3 ottobre su Amazon Music Italia.

Uno spettacolo a tondo tutto, che supera, come il cantante olbiese abitua, i confini del rap, per allungarsi in mille risvolti, con un occhio di riguardo puntato alla scenografia. Su un grande schermo saranno proiettate immagini 3D e l'avatar dell'artista, disegnato da Alessandro Fele e Andrea Folino, e a fare da sfondo ambientazioni e scenari a tratti apocalittici di città in fiamme o deserti. Con lui sul palco la band Le Carie, individuata in tempi non sospetti, che l'aiuterà a sconfinare nei territori del rock, del punk pop, e dell'elettronica. Così Salmo terrà in pugno il pubblico per quasi due ore. Sarà una festa, una grande festa. Del resto questo è l'anno del rap. 

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Il Flop Tour è in qualche modo figlio del concerto di quest'estate a San Siro; a distanza di mesi, come lo ricorda?
«È stato un live estremo, un momento importante per me, che aspettavo da due anni. Non a caso ho puntato tutto sulla musica e me lo sono goduto fino in fondo».

Invece il tour nei palasport, altro che «flop», cosa prevede?
«È un altro show rispetto allo stadio, ma con la stessa carica ed energia, tramutata in musica live, e desiderio di trasmettere al pubblico la mia voglia di suonare».

Mentre rinnova la scaletta, con il debutto live di «Salmo Unplugged»
«Una delle cose più belle a cui ho preso parte in tanti anni di carriera: io e i ragazzi abbiamo registrato tutto in presa diretta in Sardegna, con una formazione inedita, nuovi arrangiamenti, suoni e un modo di cantare diverso dal solito».

Ma non cambiano i musicisti sul palco, Le Carie, suo team di fiducia
«Le Carie è la mia squadra, il cerchio perfetto, senza di loro il live non sarebbe lo stesso. L'alchimia che c'è tra noi è tale che potrei suonare anche senza guardarli: penso di aver trovato dei musicisti unici, e insieme diventiamo una cosa sola. Non siamo Salmo e la band, siamo una band».

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