Scafati, nel polo Covid
otto morti in due giorni

Sabato 21 Novembre 2020 di Daniela Faiella

Otto pazienti morti in soldi due giorni. Questo il bilancio dei decessi che si sono registrati al Covid hospital di Scafati tra ieri e giovedì. Tre nella giornata di ieri, cinque il giorno prima. C’è anche un 48enne di Angri tra le vittime. Era stato trasferito in Rianimazione da una decina di giorni dopo un primo ricovero nel reparto di Malattie infettive. Sposato e padre di due bambini piccoli, il 48enne era obeso ed ipertesonon aveva patologie pregresse. Il quadro clinico iniziale non era particolarmente critico, ma le sue condizioni si sono poi aggravate in maniera progressiva, fino alla crisi respiratoria che lo ha stroncato nella giornata di ieri. Nello stesso reparto, dove vengono gestiti i casi più complessi, è morta sempre ieri una 74enne, anche lei di Angri. Un altro anziano, del napoletano, è deceduto nel reparto di Pneumologia. Bilancio ancora più pesante quello di giovedì: cinque i decessi, tutti avvenuti nei reparti a bassa assistenza, al primo piano. Tra le vittime, due erano scafatesi, 75 e 80 anni, una di Angri, 87 anni, ed un quarto, 90enne, di Portici. Si allunga, quindi, al “Mauro Scarlato” la lista di coloro che sono costretti a cedere all’aggressività del virus. La maggior parte sono anziani, ma non mancano i casi di persone più giovani e senza pregressi problemi di salute. E’ sicuramente cambiata la tipologia del paziente positivo che necessita di ricovero ospedaliero. E’ sintomatico, ha la polmonite tipica del Covid e, come diretta conseguenza, un’insufficienza respiratoria che spesso è grave. I protocolli di gestione dei pazienti vanno quindi adattati alle nuove esigenze assistenziali, con una sempre maggiore garanzia di cure di tipo sub-intensivo che richiedono personale sanitario specializzato. In tale direzione va il provvedimento firmato ieri dal direttore sanitario del Dea Nocera- Pagani- Scafati Maurizio Maria D’Ambrosio e dal commissario Asl Mario Polverino che hanno disposto il trasferimento di 16 pazienti dai reparti a bassa assistenza (al primo piano) a quelli di assistenza sub-intensiva, al terzo piano. Pazienti per i quali saranno finalmente attivati i sedici posti-letto già predisposti (ma non utilizzati finora per mancanza di personale), nel braccio attiguo al reparto di Pneumologia. Insieme ai pazienti sara’ trasferito dai reparti a bassa assistenza anche il personale infermieristico che supporterà il lavoro degli pneumologi, coordinati dalla responsabile Imma Mauro. All’inzio della prossima settimana dovrebbero giungere al “Mauro Scarlato” anche quattro nuovi medici, due infettivologi e due pneumologi, reclutati dalla protezione civile regionale attraverso il bando scaduto qualche giorno fa.

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