Schianto in scooter, dopo 9 giorni
muore il giovane ultrà granata

Lunedì 21 Ottobre 2019 di Pasquale Tallarino
Gli ultras granata piangono Antonio Liguori, morto ieri sera al Ruggi in seguito alle gravi ferite riportate in un incidente stradale nel quale era rimasto coinvolto la notte tra l’11 e il 12 ottobre in via de Marinis a Cava de’ Tirreni, insieme al suo amico Andrea. Antonio il 2 dicembre avrebbe compiuto 23 anni. Aveva una sola, grande passione: la Salernitana. Seguiva la squadra del cuore in ogni stadio italiano, era un tifoso acceso, legato al gruppo ultras Ums.

Antonio lottava da nove giorni tra la vita e la morte: dopo essere stato sbalzato dallo scooter sul quale viaggiava, era stato trasportato nel reparto di rianimazione e le sue condizioni gravissime avevano spinto i propri compagni di tifo a disertare l’ultima trasferta di Venezia «perché la vita – avevano scritto poche ore fa attraverso un post su facebook – vale più di una partita». Altri due gruppi della curva Sud Siberiano avevano deciso di accodarsi, annullando la prenotazione dei pullmini che avevano preso a noleggio per la trasferta in Veneto. La scelta era stata condivisa anche dagli ultras di Milano. Chi invece ha assistito all’incontro in Laguna è rimasto in silenzio, senza effettuare cori. Nella tardissima serata di ieri, quando la triste notizia si è diffusa in città attraverso il tam tam dei social network, tutta la torcida granata si è stretta intorno alla famiglia Liguori e alla fidanzata di Antonio. Tantissimi ultras gli hanno già reso omaggio raggiungendo l’azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona dov’era ricoverato: una flebile speranza di ripresa, prossima allo zero, con gravissimi danni cerebrali e alla vista, nel caso in cui ce l’avesse fatta. Il suo cuore ha cessato di battere ieri sera. © RIPRODUZIONE RISERVATA