Scuole, a Salerno una ripartenza
a handicap: assenti duemila prof

Lunedì 10 Gennaio 2022 di Gianluca Sollazzo
Scuole, a Salerno una ripartenza a handicap: assenti duemila prof

Una falsa ripartenza. Si torna in classe solo alle scuole superiori tra la fuga dei prof no vax e il boom di docenti e Ata positivi al Covid: non saranno in servizio duemila prof e circa 1.500 Ata, tra bidelli e assistenti scolastici. Out quindi - secondo l'Associazione nazionale presidi - il 10% del personale scolastico a fronte di circa 700 casi di positività tra docenti e Ata tra capoluogo e provincia: basti pensare che a Salerno sono 180 i professori che hanno comunicato ai dirigenti scolastici la loro positività alla vigilia della ripresa delle lezioni dopo la pausa natalizia; ai prof si aggiungono anche 250 bidelli e assistenti scolastici a casa per Covid. Numeri di assenze mai registrati in passato al rientro dalla pausa di Natale.

Per i presidi sono state ore concitate tra riunioni di staff, circolari di organizzazione del rientro e decreti di istituzione della didattica a distanza per alunni e prof positivi. E per un ragazzo su tre scatterà la didattica a distanza, per decisione di molti sindaci del salernitano che hanno chiuso anche licei e istituti superiori: alle superiori tornano in classe solo 38mila ragazzi nel salernitano, a fronte dei 54mila iscritti. Stamane si registreranno proteste annunciate a livello regionale dagli studenti. A casa già 124mila alunni delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo (scuole elementari e medie) secondo quanto stabilito dalla ordinanza del 7 gennaio della Regione, su cui pende il giudizio del Tar Campania.


Stamane mancheranno 3.500 professori e Ata: di questi 700 sono positivi, stando alle comunicazioni pervenute alle scuole, dovranno stare a casa in malattia. Un bollettino di guerra che si allunga con i professori no vax che si sono messi in congedo parentale prima di Natale: sarebbero circa 300. Poi ci sono i docenti e gli Ata sospesi per mancato rispetto dell'obbligo vaccinale scattato il 15 dicembre scorso: il dato del capoluogo parla di 18 casi di sospensione, ma altri saranno sospesi tra oggi e domani, dicono i presidi; in provincia sarebbero poco più di 60 le sospensioni notificate prima di Natale ai docenti e agli Ata dai presidi. Poi ci sono le malattie ordinarie. Alle criticità di personale si aggiungono i casi di positività di alunni. Nel capoluogo sono 1.200 gli studenti positivi e questo farà scattare la didattica a distanza. Al liceo classico Tasso sono 6 le classi collocate in Dad per la presenza di 3 o più studenti positivi; due le classi di liceo scientifico presso la sede di Pontecagnano Faiano collocate in didattica digitale integrata a causa dell'impossibilità di sostituire i docenti assenti.

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Al liceo Alfano I sono 80 gli studenti in didattica a distanza; 8 i docenti positivi e 4 gli operatori Ata positivi. Al liceo Severi 50 studenti positivi, 4 docenti positivi. Al liceo De Sanctis positivi 3 alunni per classe. All'Istituto Giovanni XXIII positivi 7 alunni, 5 docenti e 2 operatori Ata. I presidi comunque non demordono: la parola d'ordine è resistenza. «Ritengo davvero follia tornare in didattica a distanza senza che vi siano altre misure di contenimento dei contagi - dice Elisabetta Barone, preside liceo Alfano I di Salerno - Se tutto il resto rimane aperto, il messaggio che arriva alla popolazione è che, in caso di necessità, il primo bene a saltare è l'istruzione». «Spero nel rispetto delle regole fuori e dentro la scuola per evitare focolai e limitare all'essenziale la didattica a distanza», dice Ornella Pellegrino, preside alberghiero Virtuoso di Salerno.

E incalza il popolo dei no Dad. Genitori in piazza ieri mattina con un sit in davanti alla Prefettura per chiedere la riapertura delle scuole in attesa delle decisioni del Tar Campania. In piazza poco meno di 60 manifestanti, tra genitori e alunni, ma uniti da un grido comune: la didattica in presenza non si tocca. «Nella nostra ingenuità avevamo dato per scontato che la scuola non chiudesse più - sbotta Alessandro D'Auria, professore e rappresentante Cobas e Coordinamento scuole aperte - Con il personale scolastico vaccinato al 95%, la Regione in zona bianca e tutte le altre attività regolarmente aperte non si comprende quale logica stia seguendo De Luca. Come al solito a pagare le inefficienze saranno bambini e ragazzi già sacrificati lo scorso anno. Attendiamo la sentenza del Tar ma non faremo calare il silenzio su quest'ennesimo attacco al diritto all'istruzione».

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