Scafati, sequestrata azienda tessile
violate norme ambientali ed edilizie

Lunedì 12 Ottobre 2020 di Nicola Sorrentino

 I carabinieri della sezione Forestale hanno eseguito un blitz, con tanto di sequestro giorni fa, a Scafati, mettendo i sigilli ad un’azienda tessile nella zona periferica della città. Le forze dell’ordine hanno riscontrato la violazione delle norme ambientali in tema di smaltimento dei rifiuti, ma anche irregolarità di natura edilizia, con il locale finito poi sotto sequestro. A seguito di alcuni interventi effettuati negli ultimi mesi, con tanto di denunce a carico di diversi imprenditori che sversavano i propri reflui industriali nel controfosso destro del fiume Sarno, i carabinieri forestali hanno individuato nella periferia nord di Scafati una società, con sede legale nel napoletano, che all’interno di uno stabile seminterrato svolgeva l’attività di stireria, di taglio e cucito e confezionamento di abiti, in violazione delle normative ambientali e di quelle edilizie.

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Nel corso delle verifiche e dalla visione della documentazione è emerso che l’azienda non sarebbe stata in grado di dimostrare il corretto smaltimento dei rifiuti prodotti dalla propria attività fin dalla nascita della società. I militari hanno accertato, inoltre, che l’immobile era stato oggetto di cambio di destinazione d’uso senza l’autorizzazione prevista. A quel punti i carabinieri del Nipaaf, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Napoli, hanno proceduto al sequestro dell’intero immobile e delle attrezzature da lavoro. All’interno dello stabile sono stati rinvenuti 150 sacchi neri in nylon, costituiti principalmente da scarti di lavorazione tessile pronti per essere smaltiti illegalmente. Il lavoro d'indagine rientra in un'azione di prevenzione e contrasto del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Napoli per arginare il fenomeno degli sversamenti illecito dei rifiuti provenienti dalla lavorazione del settore tessile che danno origine a numerosi roghi tossici ricadenti nei comuni della “Terra dei Fuochi”.

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