Settantadue ore in barella, poi la caduta
e il decesso: nove medici indagati

Martedì 12 Gennaio 2021 di Nicola Sorrentino

In barella per almeno tre giorni, perchè i posti per il ricovero erano occupati. Poi la caduta, che gli aveva provocato una ferita alla testa. Fino al decesso, sopraggiunto per complicazioni. La famiglia non ci sta e denuncia tutto alla Procura di Nocera Inferiore. Sullo sfondo, il decesso di Antonio Lamberti, 76enne di Roccapiemonte, avvenuto lo scorso 1 gennaio. I medici iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo sono 9, tutti in servizio al «Fucito» di Mercato San Severino, il presidio ora attenzionato dalla procura nocerina, che ieri ha disposto l’autopsia sulla salma dell’anziano. La famiglia, assistita dai legali Paolo De Maio e Gianfranco Ferraioli, chiede la verità e denuncia le condizioni nelle quali il parente si sarebbe trovato, una volta in ospedale.

Il dramma della famiglia di Rocca prende forma lo scorso 28 dicembre, quando il paziente richiede soccorso al 118, per un’insufficienza renale. Trasferito al pronto soccorso del «Fucito», l’ospedale comunica che non ci sono posti disponibili per il ricovero. Così, viene tenuto su di una barella, in pronto soccorso, ma secondo la famiglia «senza alcuna protezione o sbarre di contenimento». Dopo qualche giorno, la famiglia sarebbe stata contattata da un medico, che gli avrebbe comunicato che il paziente era caduto, battendo il capo a terra riportando un trauma cranico, con tanto di ematoma. L’uomo si sarebbe trovato sulla barella da almeno tre giorni, prima dell’incidente. Il 76enne era poi stato trasferito in rianimazione, ma giudicato non operabile, in ragione dell’ematoma che avrebbe dovuto assorbirsi. Il giorno seguente, la notizia ulteriore alla famiglia di un trasferimento al Ruggi di Salerno. Le condizioni si erano aggravate, al punto da decidere per un’operazione al San Leonardo. Ma poco prima che la vittima si sottoponesse all’intervento, il decesso.

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