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Sostegno ai disabili con il titolo taroccato
nel mirino 59 prof di Salerno

Lunedì 4 Luglio 2022 di Gianluca Sollazzo
Sostegno ai disabili con il titolo taroccato nel mirino 59 prof di Salerno

Titolo tarocco per passare di ruolo, nei guai 59 docenti salernitane. Nuovi sviluppi nella maxi inchiesta sui sospetti titoli dichiarati nelle graduatorie per le supplenze e per il ruolo in Campania. L'Ufficio scolastico provinciale di via Monticelli ha messo nel mirino le dichiarazioni dei titoli di abilitazione polivalenti per insegnare agli allievi disabili dei vari gradi di istruzione. È un nuovo filone di accertamenti dopo quello che coinvolge i diplomi quinquennali e le qualifiche triennali dichiarati dai bidelli nelle liste delle supplenze delle province di mezzo nord Italia.

Il nuovo filone di accertamenti è tutto nostrano: a quanto trapela, si tratta di docenti salernitani che hanno esibito un certificato di abilitazione per l'insegnamento sul sostegno agli allievi disabili. Ma gli accertamenti condotti nelle ultime settimane dall'Ufficio scolastico provinciale avrebbero constatato delle irregolarità nelle dichiarazioni. I titoli recano i nomi di scuole paritarie operative nell'area dell'agro nocerino e sud del Salernitano. Si tratta di titoli di sostegno polivalenti risalenti addirittura agli anni Novanta. Docenti, alcuni col diploma di scuola magistrale, che per entrare di ruolo hanno dichiarato di possedere un titolo di sostegno preso a seguito di esami negli anni 1996 e 1997. Ma, stando ai primi accertamenti in corso di svolgimento, non sarebbe stata trovata corrispondenza tra la matricola del titolo dichiarato per insegnare ai disabili e gli elenchi degli esami svolti negli anni Novanta. Sono 59 i nominativi finiti nel mirino per gli esami mai svolti negli anni Novanta. Altri 11 nominativi su cui il Provveditorato sta conducendo verifiche sono ricollegabili a docenti precari che aspirano al ruolo e che avrebbero dichiarato un titolo di sostegno di recente per passare di ruolo: l'abilitazione sarebbe stata presa in una scuola privata dell'agronocerino su cui si stanno conducendo ulteriori approfondimenti anche con ispezioni sul posto per verificare la presenza dei titoli dichiarati negli elenchi degli esami abilitativi svolti. Le indagini sono in evoluzione e potrebbero portare alla luce altre irregolarità.

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Dopo le indagini sui 720 bidelli assunti o supplenti al nord Italia, specialmente nelle province di Treviso, Verona, Pistoia, che hanno dichiarato un titolo sospetto riconducibile a qualifiche triennali e diplomi, le attenzioni dei funzionari del Provveditorato si concentrano sui docenti nostrani con «sospetto» titolo di abilitazione sul sostegno. Le verifiche si focalizzano anche sui docenti assunti prima dell'anno 2000 con titolo di sostegno che veniva erogato da enti privati. A novembre 2019 l'Ufficio scolastico regionale aveva denunciato già 3 docenti salernitani per aver presentato un titolo illegale e denunciati due enti di formazione privati. Le inchieste amministrative e penali procedono in parallelo e stanno facendo emergere casi gravi. Mentre l'altra indagine sui falsi diplomi di qualifica per entrare nelle graduatorie dei bidelli è portata avanti dalle scuole e dagli uffici scolastici del Veneto e del resto del nord Italia. Nell'ultimo mese le scuole del nord hanno inoltrate al Provveditorato di Salerno richieste di verifica titoli su circa 120 bidelli campani. Indagini ad ampio raggio. E in vista delle prossime immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2022-2023 l'Ufficio scolastico ha alzato la guardia da due settimane per accertare il regolare possesso dei titoli di sostegno dichiarati da docenti in odore di immissione in ruolo. In questa ottica si inserisce la decisione di accertare la regolarità dei titoli abilitativi sul sostegno di docenti presenti nelle graduatorie provinciali da cui attingere per il ruolo. Sono 11 a quanto si apprende i docenti sottoposti a verifica del possesso dell'abilitazione. A far scattare gli accertamenti è soprattutto la dichiarazione di un'abilitazione sul sostegno a distanza di diversi anni dall'ultimo inserimento nelle graduatorie per le supplenze e per il ruolo. Un aspetto su cui i funzionari vogliono fare luce.
 

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