Sostituite le suore «ribelli»: «Il monastero non chiude»

Il monastero di Ravello è ritenuto tra le più antiche fondazioni francescane femminili

Sostituite le suore «ribelli»: «Il monastero non chiude»
di Emiliano Amato
Giovedì 2 Febbraio 2023, 07:40
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Si erano barricate all'intero del monastero le ultime tre suore di Ravello che rifiutavano il trasferimento per il timore dell'estinzione della storica istituzione claustrale. Ieri mattina, poco dopo le 8, il commissario straordinario del monastero, padre Giorgio Silvestri, e suor Damiana Ardesi, presidente delle Clarisse Urbaniste d'Italia, hanno bussato alle porte del monastero per introdurre tre nuove suore con lo scopo di «sostituire» le ribelli.

Suor Maria Cristina Fiore di 97 anni che con le altre due consorelle, l'indiana Angela Maria Punnacka e la nolana Massimiliana Panza, infatti, sono destinatarie di provvedimento di trasferimento già dallo scorso mese di giugno.

Ieri il portone è rimasto chiuso per ben due volte: la delegazione è ritornata intorno alle 10 accompagnata dai carabinieri della stazione di Ravello diretta dal comandante Procolo Chiocca: una presenza, quella degli uomini della Benemerita, di assistenza nei limiti. Padre Giorgio ha parlato al citofono con suor Massimiliana chiedendo di entrare. La monaca che conduceva la resistenza ha alzato bandiera bianca, rimandato l'incontro alle 11.30. Alla negoziazione c'era anche il sindaco Paolo Vuilleumier.

È da almeno due anni che il monastero di Ravello, ritenuto tra le più antiche fondazioni francescane femminili in assoluto, è a rischio soppressione. «Già l'anno scorso avevo chiesto di incontrare il commissario per conoscere lo stato dell'arte - dice il primo cittadino - in quella occasione ho rappresentato il forte legame della comunità con l'antico istituto monastico chiedendo di salvarlo aumentando il numero delle consorelle clarisse. Giorgio mi aveva rassicurato in tal senso e stessa assicurazioni ha voluto ribadirmi: le procedure attuali non prevedono la soppressione». La scorsa primavera le ultime tre monache rimaste avevano scritto a Papa Francesco offrendogli in dono tutte le proprietà del monastero per la sua carità. Il 25 giugno dal Vaticano il Sostituto per la Segreteria di Stato veniva incaricato dal Pontefice di comunicare alle monache l'accettazione della donazione. Ma la gioia delle consorelle è durata poco perché, dopo pochissimi giorni, il Dicastero vaticano per i religiosi inspiegabilmente ha disposto il trasferimento, immediato e perentorio, delle tre suore in tre diversi monasteri italiani. Fino ad oggi tre consorelle non hanno abbandonato il monastero per scongiurare il pericolo dell'estinzione.

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Suor Massimiliana e Suor Angela sono state destinate ad altri monasteri mentre ad assistere l'inferma suor Maria Cristina sarebbe pronta una suora con mansioni di infermiera. Il monastero sarebbe salvo e il patrimonio immobiliare, valutato tra i 50 e i 60 milioni di euro, passerà, quindi, direttamente alla Santa Sede che ne determinerà il futuro. I dubbi di una possibile speculazione post soppressione sono destinati, dunque, a dissiparsi. «Il monastero Santa Chiara di Ravello non è stato mai soppresso né estinto. In esso sta avvenendo un avvicendamento delle religiose che da tre passano a quattro, una è infermiera che si prenderà cura della sorella più anziana», assicura padre Giorgio Silvestri. Alla domanda se il monastero continuerà la propria attività con le due nuove suore a sostituirne altrettante, ha risposto: «L'incontro è stato cordiale e dialogante - ha aggiunto il commissario - le monache per la loro intrinseca caratteristica di vita ritirata claustrale avrebbero piacere di proseguire il percorso intrapreso nella riservatezza e nel silenzio». Come confermato da padre Giorgio la federazione sta immettendo nuove energie per consentire la prosecuzione dell'istituzione.
 

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