Tangenti alla commissione tributaria,
anche uno dei giudici confessa

di Petronilla Carillo

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Giuseppe De Camillis, vicepresidente della seconda sezione della commissione tributaria regionale, ora in pensione, si è avvalso ieri della facoltà di non rispondere dinanzi al gip Piero Indinnimeo e al sostituto procuratore Elena Guarino nel corso dell’interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto dopo l’arresto di mercoledì scorso. Il giudice, che assieme al collega Fernando Spanò, e ad altre 12 persone è stato arrestato per corruzione in atti pubblici, resta dunque in carcere. E ci resta anche Spanò, presidente della V commissione, che invece, ha confessato dinanzi agli inquirenti. 

È stato sentito per oltre due ore, invece, l’imprenditore Giuseppe Piscitelli, assistito dal suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Annunziata. Ha riferito di aver prestato una cifra di circa diecimila euro ad Aniello Russo, soldi che, secondo quanto emerso dalle indagini del Gruppo tutela dell’economia del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Salerno (agli ordini del colonnello Gabriele Di Guglielmo e del tenente colonnello Salvatore Serra), sarebbero serviti al collega imprenditore per pagare non soltanto la mazzette per avere una sospensiva e successiva assoluzione del credito erariale. Nel caso Russo, amministratore della Metoda, la sentenza favorevole era stata messa a rischio da un «aumento» della tangente voluto proprio da Spanò. Con l’interrogatorio di Claudio Dusci - indagato a piede libero - lunedì mattina si chiuderà il cerchio. Intanto nella giornata di ieri il gip Indinnimeo ha anche firmato la scarcerazione per cinque imprenditori: Giuseppe Piscitelli, Aniello Russo, Antonio D’Ambrosi e Angelo Criscuolo. Hanno lasciato il carcere ma restano comunque agli arresti domiciliari.
Domenica 19 Maggio 2019, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 19-05-2019 07:53
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