«Non si sa come» di Pirandello inaugura
la stagione del Giuffrè il 28 novembre

Martedì 23 Novembre 2021
«Non si sa come» di Pirandello inaugura la stagione del Giuffrè il 28 novembre

Un dramma feroce e di sconvolgente attualità firmato da Luigi Pirandello, uno dei grandi narratori psicologici della letteratura moderna per il sorprendente spessore e la temibile lucidità delle sue storie. Domenica 28 novembre alle 18.30 “Non si sa come” inaugurerà la nuova stagione teatrale che Assoteatro ha confezionato per il Giuffrè di Battipaglia e che vedrà in scena Annalena Lombardi, Isabella Giannone e Francesco Branchetti che ha curato la regia del dramma in tre atti scritto nel 1934 da Pirandello e ispirato alle novelle “Nel gorgo” (1913), “Cinci” (1932) e “La realtà del sogno” (1914).

L’ufficiale di marina Giorgio Vanzi apprende dal marchese Respi che il comune amico, il conte Romeo Daddi, è improvvisamente impazzito: sospetta il tradimento di sua moglie Bice e spaventa le persone fissandole, quasi a voler scrutarle nel fondo della coscienza per rivelarne azioni inconfessate. Romeo Daddi ha tradito, durante un improvviso momento di debolezza, la moglie Bice con Ginevra, moglie di Giorgio Vanzi, il segreto d'un attimo, sepolto per sempre. Questo atto, compiuto in uno stato di totale inconsapevolezza, rievoca in Romeo Daddi un'altra colpa dimenticata nel mistero del suo lontano passato. Il delitto innocente di un giovane, che l’uomo ricorda come non voluto, uno di quegli atti che si commettono in sogno o nell’inconscio, poi rimossi. A tormentare Daddi sono tutti quegli atti impossibili, impensati che accadono in un attimo di incoscienza. Il suo tormento è vedere che tutti, come lui, possono in un attimo commettere atti di cui non si sa più nulla, passato quell'attimo, estinto il mistero; ed è preso da questo violento desiderio di scoprire negli altri questi delitti fino a condurre la vicenda in una danza mortale che porterà al colpo di scena finale. Quello scritto da Pirandello è un dramma destabilizzante, che parla con straordinario acume psicologico della crisi generale dell’uomo contemporaneo, un dramma che non lascia scampo alcuno all’essere umano. Un balletto straziante tra i personaggi nella demolizione della loro esistenza “sicura” e “borghese” e che porta ad una fortissima identificazione emotiva tra lo spettatore e i personaggi. La regia intende restituire al testo la straordinaria capacità d'indagare l'animo umano e le tortuose relazioni che abbiamo con noi stessi e poi con gli altri; ansie, paure, malesseri, malinconie, dolori, solitudini che si confondono in una danza macabra e straziante che ci trascina nell'inferno privato delle nostre coscienze. Scene e musiche, daranno un apporto fondamentale a questo viaggio nel mondo dei rapporti tra gli esseri umani, nell'inconscio, nella psiche, di cui sono proiezioni.

La stagione teatrale riprenderà domenica 5 dicembre con “Elisabetta I” che vedrà in scena Maddalena Rizzi con la regia di Filippo D’Alessio. 

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