Torturarono e uccisero l'amico: condannati due fratelli marocchini

di Nicola Sorrentino

Avrebbero torturato fino alla morte un loro connazionale, poi cercarono di fuggire dall’Italia. Ieri il tribunale ha condannato a 24 anni ciascuno i fratelli Hamza e Imad Essabri, di 26 e 31 anni, marocchini, accusati dell’omicidio di Mohammed Azzam. La vittima, di 37 anni, fu trovata in fin di vita il 23 febbraio 2016 nel suo appartamento in via San Pietro, a Scafati. Morì due giorni dopo. Gli imputati erano difesi dall’avvocato Alfonso Amato. Ad emettere sentenza i giudici della Corte d’Assise di Salerno. Durante il dibattimento, i due imputati hanno sempre professato la loro innocenza, attribuendo la morte del loro amico ad un altro marocchino, Mohamed Tarfa, sfuggito alla cattura dei carabinieri. L’indagine che portò alla cattura dei due fu condotta dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore e da quelli del Ros di Torino. I due fratelli si trovavano in un centro di accoglienza per stranieri nel quartiere Cottolengo, a Torino. C’erano arrivati in treno, da Scafati. Gli inquirenti avevano seguito la traccia di una sim intestata alla vittima ed utilizzata in un telefono cellulare da uno dei due fratelli. Fu proprio quella sim a fornire un percorso ai carabinieri, durante l’attività d’indagine.
Venerdì 13 Luglio 2018, 07:15 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 23:12
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