Tracciato sbagliato e il bimbo nasce morto:
cambia il giudice, genitori in attesa di risposte

Martedì 2 Marzo 2021 di Petronilla Carillo
Tracciato sbagliato e il bimbo nasce morto: cambia il giudice, genitori in attesa di risposte

Due genitori perdono il figlio e per tre volte sono costretti a raccontare in un’aula di tribunale quelle terribili ore. Un processo segnato da un cambio di giudice, dalla rinnovazione del dibattimento, da ulteriori perizie che modificano l’originaria contestazione (interruzione di gravidanza, reato per il quale la legge prevede che si bypassi l’udienza preliminare e si vada direttamente a dibattimento) e quindi il ritorno alla fase iniziale: il pm Roberto Penna che chiede il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo e falsità ideologica. Il processo che ricomincia daccapo. Per Laura Gorga e Francesco Moscariello, i genitori, l’ennesima martellata al cuore.

È il mese di luglio del 2014 e Laura Gorga è prossima al parto. È un maschietto. Il primo figlio. La sera del 17 luglio fa la sua ultima visita prima del parto dal suo ginecologo, R.R. Il medico le dice di recarsi la mattina successiva in clinica, alla Tortorella. Ma, durante la notte, iniziano le contrazioni. Alle 5 la coppia contatta il ginecologo che dice loro di andare subito in clinica. Alle 5.30 la donna viene visitata dall’ostetrica di turno, M.R.S., per la quale la dilatazione è quasi completa e le posiziona il tracciato tocografico. Solo verso le 6.45 entra nella sua stanza D.N., ginecologo di guardia della clinica, dopo aver incontrato la madre di Laura, sua paziente. Il medico interviene per romperle il sacco amniotico. L’ostetrica se ne lamenta (probabilmente la disposizione era di attendere il ginecologo di fiducia). Il liquido che fuoriesce è scuro, segno di sofferenza fetale. Le contrazioni si intensificano e Laura viene portata in sala parto. Arriva anche il suo ginecologo. Alle 7.28 nasce il bambino, Raffaele. Laura non lo sente piangere ma le viene messo tra le braccia. Ma qualcosa non va. Interviene la pediatra che gli aspira i muchi, lo ventila e poi cerca di intubarlo non riuscendoci: chiede concitata un tubo più piccolo perchè che quello che c’è è troppo grande e chiama l’anestesista che arriva dopo dieci minuti. Ma i tentativi di rianimazione non vanno a buon fine.

È la denuncia del padre a dare il via al lungo iter giudiziario. Il pm Penna incarica due periti che individuano responsabilità sia da parte del ginecologo della signora (che avrebbe dovuto disporre il prudenziale ricovero la sera dell’ultimo controllo) sia del personale della clinica (ostetrica e ginecologo) che non sarebbero intervenuti dinanzi alla chiara criticità del tracciato tocografico che segnalava la sofferenza del bambino. Il reato contestato è di interruzione di gravidanza scatta la citazione diretta a giudizio dei due ginecologi e dell’ostetrica. Nel giugno 2016 ha inizio il processo. A dibattimento quasi ultimato, il giudice viene trasferito. A luglio 2018 il processo ricomincia dinanzi ad altro giudice. Nel corso dell’istruttoria anche tutti i consulenti (quelli dei ginecologi, della procura e della parte civile) convengono sulla chiara criticità del tracciato effettuato in clinica e sul ritardo nell’intervento. Il giudice porta a termine l’istruttoria ma decide di conferire una nuova perizia: i consulenti confermano soprattutto la responsabilità dell’ostetrica che non avrebbe immediatamente allertato i sanitari. Il pm contesta a tutti il reato di omicidio colposo, sul presupposto che il feto fosse vivo al momento del tracciato, e di falso per i due ginecologi per alcune annotazioni riscontrate in cartella non coerenti con la ricostruzione dei periti. Gli atti vengono rimessi alla procura per le nuove contestazioni e la necessaria celebrazione dell’udienza preliminare. Si arriva a febbraio 2020 e l’emergenza Covid rallenta tutto. Solo lo scorso luglio viene celebrata l’udienza preliminare ed il 28 ottobre 2020 inizia il processo dinanzi al terzo giudice. Domani Laura Gorga e Francesco Moscariello dovranno testimoniare in aula per la terza volta. 

Ultimo aggiornamento: 07:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA