La madre di Nunzia sotto choc:
«Così Salvatore ha ucciso mia figlia»

Martedì 23 Gennaio 2018 di Petronilla Carillo

«Ha ucciso mia figlia, ha ucciso mia figlia. L’ha colpita ovunque: sul petto... alla gola...». È ancora rannicchiata a terra, tra il sangue della figlia e del genero, la madre di Nunzia Maiorano, la 41enne di Cava de’ Tirreni, uccisa a coltellate dal marito Salvatore Siani, un barbiere di 48 anni. È a terra perché non riesce ad alzarsi ma tra le lacrime racconta l’accaduto ad una vicina giunta in soccorso della coppia. Piange mentre il nipotino Michele, cinque anni appena, ripete anche lui la stessa cosa. C’è voluto coraggio da parte dei militari del Nucleo Investigativo e della stazione di Cava de’ Tirreni, coordinati dal tenente colonnello Francesco Mortari, per chiedere all’anziana, unica testimone, di andare in caserma per essere sentita a verbale. E sono stati loro ad accompagnarla mentre lei, rannicchiata nell’auto blu, continuava a piangere disperata. «La poverina - racconta Rachele, una loro vicina di casa - è intervenuta quando ha sentito le urla e ha tentato di dividerli ma ha dei problemi alle gambe, non cammina bene... Così, appena Salvatore l’ha spinta, è caduta a terra e ha assistito all’uccisione della figlia».
 


A  Sant’Anna i vicini di Nunzia e Salvatore sono tutti sotto choc. Nella dicitura di un quadro votivo della Madonna, dedicato proprio ad una anziana coppia di coniugi deceduti, si chiede «protezione» per tutti i residenti della contrada. Ma gli abitanti della zona non si sentono «traditi» e ora quella stessa protezione la chiedono per Giuseppe, Marika e Michele, i tre figli dei due coniugi.

Una famiglia apparentemente felice. Sui profili facebook di Nunzia e Salvatore i due compaiono sempre insieme e con i loro ragazzi, sorridenti, nelle foto di copertina e in quelle del profilo. Ma, secondo alcuni vicini di casa, le cose da un po’ non andavano bene. «Lui era troppo geloso», sussurra qualcuno. «Si stavano separando», dice qualcun altro. Un’anima sofferente Salvatore stando agli ultimi post pubblicati dove si parla di «fiducia tradita» e di «male che ritorna». Saranno ora i carabinieri a dover stabilire cosa abbia causato la lite e provocato la tragedia. Ma, soprattutto, capire se si tratta di un omicidio-suicidio, come qualcuno in zona sussurra ma gli inquirenti non confermano, oppure se lei abbia colpito con un coltello da cucina il marito per difendersi.

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 06:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA