Tredicenne suicida a Campagna:
controlli sul cellulare della ragazzina

di Francesco Faenza

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Natasha ha finto di non stare bene, per evitare di andare a scuola. Ha atteso che la madre uscisse di casa, per restare sola. Quando la villa è rimasta vuota, si è impiccata alla ringhiera della scala. 
I carabinieri sono al lavoro da due giorni. Gli uomini del capitano Geminale escludono al momento la responsabilità di terze persone nella morte della tredicenne. Ci sono però dei passaggi da fare. Dal contenuto dei tabulati del telefonino di Natasha, da una chiacchierata con gli amici più stretti, potrebbero trapelare dettagli nuovi e rilevanti. Un contributo potrebbe arrivare dagli insegnanti, dalla dirigente scolastica. Con chi ha parlato la 13enne nei giorni prima del suicidio? 
La storia di Natasha Babbino continua a scuotere le coscienze della gente. Tra Campagna ed Eboli è un continuo interrogarsi sui motivi che hanno spinto la 13enne a suicidarsi. «È un’età delicata ma è un gesto che si matura con il tempo» spiegavano ieri mattina alcune mamme davanti la scuola Palatucci al Quadrivio di Campagna. Incredulità e paura. La storia di Natasha ha segnato il volto delle mamme campagnesi: «Certo che siamo scosse anche noi. Oggi più di ieri, ci chiediamo quanto bene conosciamo le nostre figlie».
Domenica 14 Gennaio 2018, 06:55 - Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 23:54
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