Truffa alle aziende di autotrasporto, arrestati due salernitani

di Nicola Sorrentino

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SALERNO. Ci sono anche tre campani, di Pompei, Salerno e Nocera Inferiore, nella maxi indagine partita da Verona su di un’associazione a delinquere che avrebbe truffato diverse aziende nel mercato dei trasporti su gomma. Cinque le persone finite in carcere, tra le quali Salvatore Romano, 39enne di Salerno e titolare di una ditta di autotrasporti nella stessa città, con una sede anche in Emilia Romagna, Leonardo Vastola, 33enne autotrasportatore di Nocera Inferiore e Alberto Fontana, 35enne di Pompei. Alcuni dei coinvolti hanno già precedenti, essendo stati già indagati nell’inchiesta "Big Boat" - la grande barca, a simboleggiare tutto quello che poteva essere arraffato a danno di chi acquistava merce - condotta dalla Procura di Nocera Inferiore, con le medesime accuse. I reati, in questo caso, sono oltre che di associazione a delinquere, anche di truffa, appropriazione indebita, ricettazione e riciclaggio. Prestanomi, autisti occasionali e prezzi per sbagliare la concorrenza: sono gli elementi che servivano a danneggiare il mercato dei trasporti su gomma e le aziende impiegate nel settore. Insieme agli altri tre, il gip ha firmato la custodia cautelare in carcere anche per Tiziano Bosetto e Simone Poliziani, domiciliari per Bruno Brandini.

L’inchiesta è partita da una ditta che versava in difficoltà economiche, alla quale era stato prospettato di potersi riprendere - attraverso l’uso di prestanome - fino a risanare il proprio deficit. Le persone coinvolte nell’inchiesta si sarebbero poi proposte sul mercato esibendo prezzi nettamente inferiori, chiedendo la metà, rispetto alla concorrenza, alle ditte che avevano bisogno di personale per il trasporto della merce. Dal cliente si presentavano con una bolla di trasporto valida, ma il carico non arrivava mai a destinazione. Quella recuperata dalla polizia stradale aveva un valore di quasi 400mila euro circa. Il gruppo avrebbe fatto leva sul nome della ditta, conosciuta nel settore dei trasporti, per poter rassicurare ogni singolo compratore. In cambio di quell’aiuto, l’azienda avrebbe dovuto intestare tutto ad un prestanome. La prima operazione, quella che ha condotto all’arresto dei cinque uomini, ha riguardato diversa merce come cosmetici, generi alimentari e materia prima plastica, pellet di plastica, per un valore di circa 150 mila euro. La seconda, invece, ha visto il recupero di gruppi elettrogeni e materiale ferroso pregiato per un valore di 250 mila euro. L’inchiesta della procura di Nocera Inferiore, invece, si divise in più filoni investigativi, portando all’arresto di oltre 50 persone.
Venerdì 14 Dicembre 2018, 10:20
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