Truffa all'Asl di Salerno,
​primario scagionato

Martedì 15 Giugno 2021 di Nicola Sorrentino
Truffa all'Asl di Salerno, primario scagionato

Non commise alcuna truffa ai danni dell'Asl, dimostrando anzi di aver lavorato e svolto il suo dovere, a differenza di quanto contestato dalla Procura di Nocera Inferiore. È stato assolto dall'accusa di truffa aggravata perché il fatto non sussiste Vincenzo Coppola, in pensione dal 2015, ex primario all'ospedale di Salerno, oltre che docente universitario. Il gup del tribunale di Nocera lo ha assolto giorni fa, al termine dell'udienza preliminare, con rito abbreviato come richiesto dalla difesa - avvocati Guglielmo Scarlato e Teresa La Mura - che aveva rinunciato anche alla prescrizione, perché certa dell'innocenza del proprio assistito e per ottenere una decisione nel merito. Le motivazioni saranno depositate entro i tempi previsti dalla legge. Secondo le accuse, Coppola - in qualità di medico radiologo in servizio temporaneo presso l'Umberto I di Nocera Inferiore - avrebbe svolto attività professionali anche presso altri ospedali, quali Sapri, Eboli, Oliveto Citra e Cava-Castiglione. Stando alle contestazioni, lo avrebbe fatto illegittimamente, a seguito dello scioglimento delle ex Asl Salerno 1, 2 e 3, con il conseguente accorpamento delle suddette aziende in un nuovo soggetto giuridico denominato appunto «Asl Salerno». Così facendo, avrebbe «indebitamente percepito» - da gennaio 2012 a settembre 2014 - dei «vantaggi patrimoniali» che gli inquirenti quantificarono in circa 273mila euro. Quei soldi, però, come ha spiegato la difesa al gup, non rappresentavano altro che la somma degli stipendi erogati negli ultimi cinque anni. Comprensivi di decurtazioni e tasse. Nel periodo dei fatti contestati, Coppola era stato trasferito temporaneamente all'Asl di Nocera Inferiore per svolgere lavoro istituzionale e di collaborazione con il direttore generale. In quel periodo, un provvedimento regionale aveva portato a disciplinare le attività di intramoenia nell'ottica di una riduzione dei costi degli straordinari dei medici oltre che per la carenza di personale. Le attività professionali, dunque il lavoro vero e proprio, presso gli ospedali di Sapri, Eboli, Oliveto Citra e Cava-Castiglione, il medico Coppola le aveva effettivamente svolte. Così come documentato in sede di udienza preliminare, con tanto di carte a fungere da elementi di prova. Seppur non avesse mai avuto possibilità di chiarirlo già prima agli inquirenti.

All'epoca dei fatti, i carabinieri del Nas effettuarono diversi controlli su diversi medici. La stessa Asl avviò una verifica amministrativa su Coppola, che il direttore generale aveva però concluso non ravvisando alcun elemento di irregolarità, così come condiviso anche dai vertici dell'ufficio legale e del personale. Questo però non era bastato, dato che per il medico, oggi 66enne, la Procura aveva chiesto il processo. Pur con diverse udienze saltate e la volontà di chiarire la sua innocenza, il giudice ha accolto la tesi della difesa, assolvendo con formula piena perché il fatto non sussiste. 

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