Truffa del Gratta e vinci: così due tabaccai
scoprivano i biglietti con il premio

Mercoledì 13 Novembre 2019 di Angela Trocini

Finisce sotto processo, per la truffa dei «gratta e vinci» una tabaccaia. A disporre il rinvio a giudizio è stato il gup Alfonso Scermino del Tribunale di Salerno: la donna (L.P.) segue lo stesso destino processuale del marito già finito sotto processo. Entrambi (difesi dall’avvocato Francesco Dustin Grancagnolo) gestivano un tabacchi in via Posidonia a Salerno e secondo le accuse, attraverso piccole abrasioni quasi impercettibili ad occhio nudo, sui tagliandi dei «gratta e vinci» riuscivano ad individuare - anche con l’aiuto di apparecchiature telematiche - le combinazioni vincenti (i box number) dei biglietti che incassavano mentre gli altri li mettevano in vendita.

Tutto è filato liscio fino a quando, una volta messe all’incasso le ennesime vincite, la cosa insospettì i vertici dei Monopoli (Lotterie italiane, attraverso l’avvocato Fabrizio Fico, si sono costituite parte civile) che si rivolsero ai carabinieri per denunciare i fatti. Eseguiti i controlli nella tabaccheria, sarebbero venuti alla luce elementi utili per indagare la coppia di truffa, falsificazione, frode nell’esercizio del commercio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico: i carabinieri avrebbero accertato che dal 2011 fino allo scorso anno (quando ci fu il blitz), la coppia avava incassato un milione e 300mila euro di biglietti vincenti.

Ultimo aggiornamento: 11:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA