Nocera Inferiore, truffa il compagno
fingendo che la sorella aveva il cancro

Mercoledì 11 Maggio 2022 di Nicola Sorrentino
Nocera Inferiore, truffa il compagno fingendo che la sorella aveva il cancro

Era convinto di aiutarla, mosso da affetto sincero, al punto da prestarle 4.000 euro in modo che la sorella di lei potesse operarsi a causa di un brutto male. Non poteva immaginare che non c’era nulla di vero in quella storia. Compresa la malattia e la clinica indicata per l’intervento. Sono questi i contorni di una denuncia sporta da un uomo di Nocera, di 44 anni, contro una donna, indagata per truffa. La Procura vuole archiviare il caso, ritenendo che la questione vada discussa in sede civile, ma la parte lesa - rappresentata dall’avvocato Luigi Senatore - si è opposta con una memoria. Sarà il gip a decidere se sarà necessaria l’azione penale.  

I fatti risalgono al 2020, quando l’uomo cominciò a frequentare l’indagata, instaurando successivamente una relazione affettiva. Dopo poco, la donna si mostrò preoccupata, confidando al compagno che la sorella soffriva di una grave malattia, un tumore, spiegando inoltre che fosse necessario un ricovero urgente presso una clinica di Potenza. Solo li, con un costoso intervento chirurgico, le cose sarebbero migliorate. A suo dire, la donna, così come la famiglia, non aveva possibilità economiche al punto da chiedere aiuto all’uomo. Quest’ultimo, mosso da sentimento effettuò così due bonifici bancari, prestando alla donna la somma di 4000 euro. Copie dei bonifici sono allegati alla denuncia. Le coordinate bancarie che ricevette erano quelle del medico - a dire dell’indagata - che avrebbe operato la sorella. Trascorso qualche mese, con il lockdown imposto dal Governo, l’uomo intrattenne con la donna solo rapporti attraverso messaggi e telefonate. Ad aprile la vittima ha spiegato di non essere più riuscito a contattare la donna, scoprendo - solo nel mese di giugno - che la stessa viveva in una zona diversa rispetto a quella di sua conoscenza. Scoperto il vero indirizzo, il 44enne comprese che il nominativo al quale aveva fatto i bonifici non erano del medico della clinica - che non esisteva - ma della madre dell’indagata. Il conto corrente era intestata all’indagata, che dopo aver preso i soldi aveva fatto perdere le sue tracce. Nella denuncia ai carabinieri, l’uomo spiegò di essere riuscito a parlare solo con la vera madre della donna. L’indagata invece, dopo qualche tempo, riferì alla vittima che non gli avrebbe restituito un euro. Alla Procura è stato chiesto il sequestro della somma, giudicata di rilevante entità per l’uomo, operaio in un’industria conserviera. Per il pm titolare del fascicolo la controversia «va qualificata in termini prettamente civilistici». Non per la difesa, che si è opposta con memoria, ritenendo che sussista l’ipotesi di truffa aggravata. Giorni fa, il caso è stato discusso in camera di consiglio, dinanzi al gip. Il magistrato si è riservato sulla decisione. 

Ultimo aggiornamento: 13:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA