«Morto per un cancro non rilevato»:
denuncia dei parenti, c'è l'indagine

di Petronilla Carillo

La denuncia è stata presentata l’altro giorno quando il paziente è morto per una occlusione all’intestino causata da un tumore. Un tumore che non sarebbe stato visto qualche mese fa durante alcuni esami diagnostici svolti presso un centro-clinica salernitano. L’uomo, poco meno di una cinquantina di anni, era andato li per fare una tac dopo una influenza brutta che sembrava non volerlo lasciare. L’esame secondo la dottoressa che aveva letto i risultati non avrebbe fatto emergere nulla di grave. Invece le sue condizioni si sono aggravate giorno dopo giorno. Di qui la richiesta, da parte del suo medico curante, di nuovi accertamenti e una nuova tac, questa volta eseguita in un altro centro diagnostico. Di qui la sorpresa: l’individuazione, all’interno dell’intestino di un tumore anche di grosse dimensioni. 

Un tumore che, stando a quanto rilevato dal nuovo radiologo leggendo la vecchia tac, sarebbe stata visibile anche in quelle carte. Ma il medico precedente non se ne sarebbe accorto. Nel giro di poco tempo, l’uomo è morto per una occlusione intestinale che, secondo i parenti, poteva essere evitata se si fossero accorti in tempo dell’esistenza del tumore. Di qui la decisione di procedere con una denuncia contro il medico della clinica, il primo ad avergli fatto la tac, perché venga aperto un fascicolo e vengano chiarite le cause del decesso. Ma soprattutto per capire se, una volta diagnosticato in tempo, quel tumore poteva essere asportato e quindi l’uomo salvato. 
Giovedì 8 Marzo 2018, 06:26
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