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Anna Borsa uccisa dall'ex a Pontecagnano,
il fratello: «Mai nessun perdono»

Venerdì 4 Marzo 2022 di Alessandro Mazzaro
Anna Borsa uccisa dall'ex a Pontecagnano, il fratello: «Mai nessun perdono»

«L’angelo più bello non c’è più». La voce di Vincenzo Borsa è un misto di commozione e rabbia. Martedì, in via Tevere, la sua vita è cambiata per sempre. Una parte di lui è volata via con Anna, il suo punto di riferimento, una persona «pronta a spendersi per tutti» che ha pagato il prezzo più caro. Chi lo conosce fatica ad intravedere in lui lo sguardo di quel ragazzo di 27 anni cresciuto con il sogno di diventare modello che nella sorella maggiore aveva trovato le gioie e le certezze per affrontare la vita. «Vivo solo per i miei genitori – racconta - e per dargli la forza di cui hanno bisogno. Vado avanti per loro e onestamente non so come ci stia riuscendo. La mia pace non esiste più perché ho perso il mio angelo, il mio punto di riferimento. Non so quanto reggerò ancora in questo stato, ma non mollo: ora devo pensare solo a proteggere mia mamma e mio padre». Il pensiero corre e finisce sempre là, in via Tevere, dove Anna ha trovato la morte per mano dell’ex fidanzato. «Per la persona che ha ammazzato mia sorella, il mio angelo più bello, non esiste né pace né perdono» afferma Vincenzo: «Spero che paghi tutto quello che deve pagare. La giustizia deve fare il suo lavoro in maniera seria. Anna era una persona buona, pronta a spendersi per tutti ed è lei che ha pagato». Prima del terribile omicidio mesi di angherie, che Anna non hai mai voluto denunciare per non mettere nei guai il suo ex fidanzato. 

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«Si sono lasciati a luglio scorso – spiega Vincenzo – e per tre mesi ha fatto perdere le sue tracce. Poi è tornato alla carica tormentando mia sorella. Io, dal canto mio le ho detto tante volte di andare dai carabinieri ma lei si rifiutava perché aveva paura delle conseguenze per lui. A me diceva di non affrontarlo faccia a faccia, come avrei voluto, ripetendomi: “Tu sei un bravo ragazzo amato da tutti e queste cose non le devi fare”. In questo modo proteggeva me e proteggeva lui. Quattro giorni fa ha provato a sporgere denuncia ma non ce l’ha fatta». Ed è qui che prevale il senso di indignazione per chi poteva agire e non ha agito: «La verità – aggiunge il fratello di Anna - è che non siamo stati aiutati: quando mia madre ha segnalato quello che stava accadendo le è stato risposto che doveva presentarsi mia sorella. Nessuno ha protetto né tutelato Anna. Mia madre mi ripete di continuo: “Chi può riportarla indietro ora?”. Possibile che nessuno abbia mai fatto uno più uno vedendo ciò che scriveva quella persona sui social? Nessuno sapeva nulla, ma stranamente dopo l’accaduto tutti hanno analizzato e spulciato i messaggi scritti su facebook». Quello che resterà per sempre nella memoria di Vincenzo è il rapporto meraviglioso con Anna: un’unione indissolubile che neanche la morte potrà cancellare. Nella mente l’ultimo ricordo, la notte prima della tragedia, di una canzone ascoltata insieme e quella promessa di rimanere per sempre dalla stessa parte. «Avevamo l’abitudine di scriverci una lettera al mese – racconta commosso Vincenzo – in cui ci raccontavamo le cose che ci erano successe. Lei, proprio martedì, avrebbe dovuto darmi la lettera. Forse la stava ancora preparando, non so. Spero di trovarla: magari leggerò le cose che di persona non aveva il coraggio di dirmi. Domenica, quando siamo stati andati a fare la spesa, mi ha detto: “Non mollare perché farò di tutto per non farti chiudere il negozio (Vincenzo da qualche mese ha aperto un negozio di abbigliamento su Corso Umberto ndr)”». 

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A scaldare il cuore, per quanto possibile, la grande reazione emotiva della comunità di Pontecagnano Faiano, radunatasi martedì sera per tributare il doveroso omaggio ad Anna. «Non finirò mai di ringraziare i cittadini ed il sindaco Lanzara, che è stato vicino a me ed alla mia famiglia. La partecipazione della comunità mi ha reso orgoglioso di mia sorella, della persona che era. Quella folla avrei voluto vederla al suo matrimonio ma purtroppo non è stato possibile». Infine, un ultimo desiderio per onorare la memoria di Anna: «Vorrei – conclude Vincenzo - che un giorno si intitolasse un canile a mia sorella. Le amava moltissimo gli animali (il suo cane Bob era un fedele compagno di vita ndr) ed aveva un sogno: aprire un canile tutto suo».

Ultimo aggiornamento: 11:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA