Luana uccisa e buttata nel pozzo
dall'amante: gli sms beffa dell'assassino

Sabato 5 Settembre 2020 di Petronilla Carillo

L'amore era il leit motiv della sua vita: quello per la figlia di otto anni, per la quale tornava sempre a casa dopo ogni «fuga»; per la mamma morta, il cui volto tatuato sul corpo ne ha consentito il riconoscimento; quello per Nicola, il suo assassino, l'amante dal quale voleva di più e lui, di più, non voleva e non poteva dargli. È morta per amore Luana Rainone, a soli 31 anni. È morta per mano dell'uomo che amava, Nicola Del Sorbo, reo confesso dopo che i carabinieri di San Valentino Torio, su disposizione della procura di Nocera Inferiore, coordinata dal procuratore capo Antonio Centore, nella tarda serata di giovedì, lo avevano invitato a recarsi in caserma perché indiziato di delitto. Alle 4 del mattino Nicola Del Sorbo è crollato: «Ho perso il controllo, non ci ho visto più. Ho pensato che prima o poi mi sarei dovuto presentare ai carabinieri», ha detto tra le lacrime, spiegando che quel fatico 23 luglio Luana era andata a casa da lui, in un casolare mal tenuto ai confini tra i Comuni di Poggiomarino e San Valentino Torio. È in cucina che i due avrebbero litigato: lei voleva che lasciasse la sua compagna, madre di tre dei suoi sette figli (altri quattro nati da un precedente matrimonio) e da sei mesi ospite di una Casa famiglia, lui diceva di non poterlo fare; lei gli ha lanciato addosso il cellulare, lui ha afferrato un coltello e le ha dato un colpo, un unico colpo, alla gola. Sarà l'autopsia a valutare se il fendente è stato mortale o se Luana ha perso la vita soffocata dopo essere stata lanciata in un pozzo, avvolta in buste di plastica per la spazzatura.

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LA STORIA
La loro era una storia d'amore extraconiugale. Molti i punti che accomunavano i due giovani (Del Sorbo ha 34 anni), soprattutto l'avere alle spalle due vite segnate da condizioni economiche non agiate e dal dolore, oltre a due rapporti dai quali entrambi volevano evadere, Luana definitivamente ma Nicola no. Una storia finita tragicamente, un pomeriggio d'estate. E per oltre un mese Del Sorbo ha vissuto con il cadavere della sua amante a marcire in un pozzo, a quattro passi dalla sua abitazione dove, ogni giorno, si collegava ai social per mandare un saluto alla sua compagna lontana. L'ultimo messaggio pieno d'amore, appena qualche giorno fa per il suo compleanno, come se nulla fosse come se non sapesse che ogni volta che usciva di casa era come se calpestasse il corpo (trovato deteriorato dai vigili del fuoco che sono dovuto intervenire con una pala meccanica per riportarlo alla luce) della povera Luana.
 

 

I PERSONAGGI
Quella storia d'amore di segreto aveva ben poco: amici e parenti di Luana ne erano a consonanza, anche il marito che avrebbe indirizzato i carabinieri verso Del Sorbo quando, giorni dopo la sua scomparsa, la moglie non era tornata a casa. «Luana era solita alle fughe - racconta tra le lacrime una sua amica - ma dopo un paio di giorni tornava a casa, non riusciva a restare troppo tempo lontana dalla sua figlioletta. Ecco più giorni passavano e più crescevano le nostre angosce: sapevamo tutti che non avrebbe mai lasciato la bambina». Parla invece di un uomo «problematico» e «sofferente» l'avvocato Luigi Senatore, legale di Nicola dl Sorbo, evidenziando come nel suo passato ci fosse «una lunga parentesi da tossicomane forse mai realmente chiusa». Ora agli inquirenti resta soltanto capire la dinamica e valutare se questa è compatibile con le indagini eseguite e il racconto dell'assassino, quindi chiarire alcuni punti sulle cause del decesso. Punti che potranno essere più chiari solo dopo l'autopsia. Autopsia il cui incarico verrà assegnato nella giornata di oggi. Anche se il corpo è stato trovato saponificato, bisognerà ora vedere in quali condizioni sono gli organi interni.

Ultimo aggiornamento: 6 Settembre, 09:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA