«Uno spot con San Matteo
a Napoli non l’hanno fatto»

Lunedì 20 Settembre 2021
«Uno spot con San Matteo a Napoli non l’hanno fatto»

Sono solo due giorni a dividere le ricorrenze di san Gennaro e san Matteo. E poco più di 50 chilometri separano le due città di cui sono i patroni. Eppure, nell’anno in cui il Covid fa slittare le amministrative a ottobre, Napoli e Salerno, entrambe chiamate a rinnovare i rispettivi consigli comunali di qui a due settimane, interpretano in maniera diversa le celebrazioni dei due santi. Se l’arcivescovo della città di Partenope, Domenico Battaglia, tiene fuori la politica (con l’eccezione per i vertici delle istituzioni civili), quello della città di Arechi, Andrea Bellandi, pur limitandosi a invitare l’amministrazione e il consiglio comunale uscenti, sceglie la piazza simbolo dell’operato di Vincenzo De Luca in città e, per di più, a poche ore da un’inaugurazione attesa da oltre un decennio. Alimentando, così, le polemiche già accese da un taglio del nastro a ridosso del voto. 
IL PONTIFICALE
Nella piazza progettata dall’architetto spagnolo Ricardo Bofill insieme al Crescent, si dà spazio agli ultimi ritocchi. E contestualmente si lavora all’allestimento che ospiterà il Pontificale previsto per le 18 di domani, presieduto dal segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin. Una presenza d’eccezione nel giorno del patrono della città che, unita all’impossibilità dello svolgimento della tradizionale processione a causa dell’emergenza sanitaria, ha spostato le celebrazioni fuori dal duomo. 2000 i posti a sedere previsti, dei quali circa 400 quelli riservati a sacerdoti, portatori e istituzioni. Gli inviti, infatti, sono stati recapitati oltre che all’amministrazione e al consiglio comunale di Salerno, a tutti i sindaci dei 40 Comuni della diocesi (38 in provincia di Salerno e due di Avellino) nonché al presidente della Provincia di Salerno. I restanti 1600 posti sono liberi: ciascuno può accedervi fino al loro esaurimento. Dunque, anche i candidati a sindaco o a consigliere privi di invito. A far storcere il naso ai competitor del sindaco uscente Enzo Napoli non è la celebrazione del Pontificale all’aperto. È, piuttosto, la scelta ricaduta, a ridosso delle elezioni, su piazza della Libertà, l’opera prediletta dell’ex sindaco di Salerno (o, come egli stesso si definì, «sindaco eterno»). Tanto più che la piazza sarà inaugurata appena ventiquattr’ore prima. 
L’«INCHINO»
«I santi non si inchinino a nessuno. A Napoli si fa così, a Salerno no», tuona Antonio Cammarota. Dopo l’interrogazione al ministro Lamorgese presentata dal deputato M5S Angelo Tofalo, è il candidato sindaco e presidente della commissione Trasparenza che attacca: «Per san Gennaro il vescovo di Napoli ha escluso i politici e i candidati. A Salerno, san Matteo si è trasformata nella festa di De Luca in piazza della Libertà». Con riferimento alla processione dell’ammutinamento delle paranze, Cammarota continua: «I santi non si inchinano a nessuno e De Luca al posto di san Matteo è speculazione politica ed elettorale. Già nel 2014 abbiamo assistito a uno spettacolo indegno, che denunciai alla Procura della Repubblica». Sulla stessa linea l’altro consigliere uscente candidato sindaco, Gianpaolo Lambiase: «Mi sembra evidente che è una specie di spot elettorale e mi pare strano che la curia si presti a questa operazione. Il vescovo avrebbe fatto meglio a evitare. Ha fatto benissimo il vescovo di Napoli, la Chiesa deve tenersi fuori dalla campagna elettorale». Il consigliere di Salerno di Tutti, malgrado l’invito, non sarà presente, sia per «coerenza» rispetto al suo rapporto con la fede sia perché «mi sembra fuori luogo. È un’inaugurazione che serve a fare propaganda: Piazza della libertà è il simbolo dell’amministrazione De Luca. In un’altra piazza sarebbe stato diverso». Le critiche, tuttavia, non tangono l’amministrazione e suoi supporter. Enzo Luciano, segretario provinciale del Pd e capostaff del sindaco Napoli, non usa mezzi termini parlando di una «straordinaria opera di architettura urbana che, per troppi anni, ci è stata sottratta, a causa dei soliti “nemici di Salerno” che oggi si propongono di amministrare la nostra città. Non passeranno!». 

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