Uso improprio dell'auto di servizio:
condannata dirigente della polizia stradale

Uso improprio dell'auto di servizio: condannata dirigente della polizia stradale
di Petronilla Carillo
Giovedì 17 Dicembre 2020, 06:10 - Ultimo agg. 08:12
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Un anno, dieci mesi e dodici giorni di reclusione, pena sospesa, e l’interdizione dai pubblici uffici per peculato d’uso, truffa, falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale con l’aggravante di aver commesso il fatto in violazione dei propri doveri di pubblico ufficiale. Accuse pensatissime quelle rivolte dalla procura di Salerno, nella persona del sostituto procuratore Maria Chiara Minerva, ed accolte dal gup Francesco Guerra. Accuse ancora più gravi se riferite ad un dirigente della polizia di Stato, quale era all’epoca dei fatti il primo dirigente Grazia Papa, comandante della polizia stradale di Salerno la quale, per disposizione del giudice dell’udienza preliminare dovrà anche «risarcire» la propria amministrazione della somma di 47.993 euro. E le la dirigente della polizia ha scelto un rito alternativo, per altri tre poliziotti in servizio presso la sezione distaccata il gup ha disposto il rinvio a giudizio per gli stessi reati commessi in concorso con la Papa. Si tratta di Roberto Cecere, Pasquale Marinetto e Giovanni Loffredo. 

 

Fanno riferimento al periodo che va dal 2015 al 2017. Secondo l’accusa la dirigente della polizia stradale avendo, per ragioni d’ufficio, la disponibilità della vettura di servizio «se ne appropriava, utilizzandola reiteratamente, anche per lo spostamento dalla sua abitazione di Napoli al luogo di lavoro in violazione del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri» che lo vieta. Così, dal 7 gennaio 2015 al 29 dicembre del 2017, in base ai controlli effettuati, l’auto sarebbe stata utilizzata impropriamente ben 415 volte causando un costo illecito per oltre 57mila euro. Roberto Cecere, agente con funzioni di autista del primo dirigente, avrebbe invece redatto 221 fogli di uscita automezzi in concorso con la Papa che il pm definisce «istigatrice perché utilizzatrice dell’autovettura» fogli che, per la procura, sono da ritenersi «falsi perché riportanti dati non corrispondenti al vero circa l’itinerario effettuati. Fogli che la Papa, pur essendone obbligata, non sottoscriveva. In questo modo Cecere, secondo la procura, avrebbe ottenuto emolumenti, per itinerari illegittimi, per oltre 11mila euro. Stesso «giochetto» anche per 206 fogli missione compilati da Cecere e riguardanti false missioni che la Papa, questa volta, sottoscriveva. Contestati cinque fogli di uscita automezzi falsi anche a Giovanni Loffredo e Pasquale Marinetto. 

Ad eseguire le indagini furono gli uomini della Squadra mobile di Salerno e del servizio Ispettorato del ministero dell’Interno.

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