Vertenza Treofan, nuova doccia fredda:
arrivano le lettere di licenziamento

Sabato 18 Gennaio 2020 di Marco Di Bello

I lavoratori di Treofan, l’azienda di Battipaglia chiusa da oltre un anno, sprofondano nel baratro. Ieri la Jindal, il gruppo indiano che acquistato l’azienda, ha nuovamente fatto recapitare le lettere di licenziamento alle maestranze. Una mossa attesa, visto il silenzio degli ultimi giorni e l’approssimarsi della conclusione della cassa integrazione. Ieri pomeriggio, i lavoratori hanno nuovamente affidato alla pagina facebook aziendale la loro frustrazione: «Per la seconda volta è stata riattivata la procedura di licenziamento collettivo - scrivono - Vergogna Stato dormiente, vergogna! Continuate pure a non ledere gli interessi di queste multinazionali, complimenti a tutti!».

A seguire i nomi di quanti, in questi mesi, sono stati al fianco della vertenza. L’ex ministro del Lavoro, attualmente agli Esteri, Luigi Di Maio, che per primo assicurò una soluzione. E il suo successore, Stefano Patuanelli, ma anche il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, che in un incontro privato con i lavoratori promise un intervento. L’elenco non tralascia i politici locali. È il caso dei pentastellati Cosimo Adelizzi e Anna Bilotti, ma anche il presidente regionale Vincenzo De Luca e il figlio-deputato, Piero De Luca e quello di LeU, Federico Conte. I lavoratori, sdegnati per la seconda lettera di licenziamento in meno di due anni, hanno perso le staffe. 

«Grazie a tutti voi, siete piatti vuoti - scrive Raffaele Nicolino, fra gli operai più attivi nella protesta - vi aspettiamo quando verrete a chiedere voti». Anche dai sindacati una timida reazione: «Ragazzi, forti come sempre, siamo alle battute finali - scrive Alessandro Antoniello - È vero, è una vergogna, ma ci sono ancora occasioni, non molliamo alla fine. Con testa e voce alta continueremo la nostra lotta».

Ultimo aggiornamento: 15:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA