Whatsapp erotici a due sue alunne,
il prof di musica: ma mai toccate

di Nicola Sorrentino

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NOCERA INFERIORE - Messaggi dal contenuto erotico, inviati in maniera insistente e per più giorni, a due sue allieve di 11 anni. Per il reato di violenza sessuale (mai consumata ma concretizzatasi nella condotta secondo orientamenti giuridici) è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere un insegnante di musica popolare di Pagani. Ad emettere sentenza il collegio del presidente Francesco Paolo Rossetti: l’imputato, di 62 anni, era difeso dal legale Antonello Coppola. Prima che i giudici si riunissero in camera di consiglio, l’uomo aveva deciso di rilasciare una breve ma spontanea dichiarazione: «Ho sbagliato e me ne sono reso conto, ma non ho mai tentato di avvicinare fisicamente le due bambine». Non è bastato ad evitargli la condanna, con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni. Per lui, il pubblico ministero aveva chiesto 4 anni. 

L’indagine era partita dopo la denuncia sporta dalla madre di una delle due vittime, rappresentante nel processo dai legali Silvio Calabrese e Gerardo Ferrara. Mamma e figlia si erano confidate, condividendo assieme la lettura di quei messaggi. Toccò poi ai carabinieri acquisirne circa un centinaio: parole che le due avevano scambiato con il loro maestro, tra sms e whatsapp. I fatti risalgono all’estate 2016, precisamente dal 10 al 26 luglio. Nella fase investigativa sia procura che gip concordarono su di «un’intensa e sistematica attività di subdola persuasione e di pressione psicologica» che l’indagato avrebbe esercitato verso le due minori. In dibattimento sono giunte poi, durante le varie udienze, le conferme. Mai nessuna violenza fisica, ma approcci spinti ed espliciti. La prima ragazzina riferì anche di aver avuto la percezione che l’uomo avesse tentato di baciarla, dandole il classico bacio da guancia a guancia. La seconda, invece, negò qualsiasi approccio fisico, confermando però l’invio di messaggi contenenti riferimenti di tipo sessuale. In alcuni di questi, il 62enne avrebbe minacciato di uccidersi se le allieve non lo avessero preso in considerazione. O di nutrire gelosia verso un’amicizia tra una delle due vittime ed un ragazzino. Questi furono alcuni degli estratti intercettati dai carabinieri della tenenza di Pagani.
Venerdì 9 Febbraio 2018, 06:40 - Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 22:44
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1 di 1 commenti presenti
2018-02-09 10:50:01
Che la Classe docente sia affollata e variegata è noto ai più … anzi a tutti … senza essere per questo degli addetti ai lavori! Vi esercitano docenti appassionati e preparati,che hanno il sacro fuoco della “mission” e che non fanno assenze perché sono convinti che la loro presenza in aula sia oltremodo preziosa ed insostituibile …. Ma esercitano anche docenti che non vedono l’ora che la campanella suoni, che hanno sempre la testa altrove e che, solo di tanto in tanto, si rendono conto che hanno di fronte gli occhi e gli sguardi di ragazzi desiderosi di apprendere, di andare avanti, e che potrebbero essere i loro figli. Sono questi ultimi i docenti che sono entrati nella Scuola per ripiego o per semplice comodità magari di orario …. Visto che la duplice professione, anche di genitore, è più che possibile …. Insomma il docente “vero” quello che “sa” , che sa trasmettere, sa comunicare, sa farsi amare e sa “mantenere” la classe affidatagli, non viene nemmeno sfiorato da pensieri turpi e scomodi … e il WA lo adopera per fini personali e privati . Pertanto, il docente che ha oltraggiato ie sue “alunne bambine” , non solo deve scontare la pena che gli è stata comminata, ma non deve mai più essere messo di fronte ed a confronto con degli allievi in un’aula scolastica. Del futuro, della crescita, dell’istruzione e del benessere dei giovani a lui non interessa un bel niente ! Giusto? Saluti Lella Napolitano

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