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Antivirale Paxlovid, rivoluzione al via: prescrizione dal medico di famiglia e ritiro in farmacia. Ecco a chi serve e perché

Il trattamento deve essere iniziato il più precocemente possibile, entro 5 giorni dall'insorgenza dei sintomi

Giovedì 21 Aprile 2022
Antivirale Paxlovid, rivoluzione da oggi: prescrizione dal medico di famiglia e ritiro in farmacia. Ecco a chi serve

Una piccola grande rivoluzione nella battaglia contro il Covid. A partire da oggi (21 aprile) anche i medici di famiglia possono prescrivere il farmaco antivirale Paxlovid per il trattamento precoce della malattia da coronavirus. Così l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in una nota pubblicata sul proprio sito. La decisione dell'Aifa è diventata esecutiva con la pubblicazione della determinazione Aifa nella Gazzetta ufficiale del 20 aprile. Con la ricetta del medico di medicina generale il paziente potrà ritirare il farmaco direttamente in farmacia, senza costi a carico del cittadino e senza aggravi per il Ssn. «Paxlovid è indicato per il trattamento di pazienti adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad elevato rischio di progressione a Covid-19 severa, come ad esempio i pazienti affetti da patologie oncologiche, malattie cardiovascolari, diabete mellito non compensato, broncopneumopatia cronica e obesità grave», ricorda l'Aifa.

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Il trattamento deve essere iniziato il più precocemente possibile, e comunque entro 5 giorni dall'insorgenza dei sintomi. «La prescrizione del farmaco richiede un'anamnesi farmacologica preventiva, per escludere la presenza di eventuali interazioni con farmaci assunti contemporaneamente dal paziente - rimarcano gli esperti dell'Aifa - Sul sito dell'Aifa sono disponibili il riassunto delle caratteristiche del prodotto e il link ai principali siti web per la verifica delle interazioni farmacologiche».

LA SEMPLIFICAZIONE - La terapia antivirale contro il Covid «è un'arma in più», dice l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato. «Oggi è stata pubblicata in gazzetta ufficiale la possibilità di prescrivere gli antivirali dai medici di medicina generale per la cura del Covid - spiega D'Amato - . È una richiesta che il Lazio ha sempre fatto, una forte semplificazione: i medici li potranno prescrivere e i cittadini potranno ritirarli in farmacia. I soggetti interessati sono quelli che rientrano nelle caratteristiche individuate dal ministero, soggetti fragili e nelle 72 ore. È un'arma in più che va utilizzata», la conclusione.

 

LA RICETTA - Con la ricetta del medico di medicina generale il paziente potrà ritirare il farmaco direttamente in farmacia e la distribuzione alla rete delle farmacie (tramite la cosiddetta distribuzione per conto) avverrà gratuitamente da parte di farmacisti e grossisti, grazie a un protocollo d'intesa tra il ministero della salute, Aifa e rete delle farmacie (Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite) e dei distributori farmaceutici (Federfarma Servizi e Adf). «Rimane comunque possibile la prescrizione da parte di tutti i centri specialistici Coivd-19 individuati dalle Regioni. Questa modalità potrà garantire l'accesso al farmaco nella fase di attivazione della distribuzione da parte delle farmacie al pubblico, come pure nel caso in cui la distribuzione da parte delle farmacie fosse temporaneamente non disponibile», precisa l'Aifa. La prescrizione effettuata dal medico di medicina generale sarà monitorata tramite il sistema di ricetta elettronica, mentre per i trattamenti prescritti dai centri Covid-19 individuati dalle Regioni e province autonome rimane attivo il registro di monitoraggio Aifa.

I FARMACISTI - «La decisione dell'Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) che semplifica l'accesso ai farmaci antivirali per il trattamento del Covid-19 apre una fase nuova nel contrasto alla pandemia, che incardina sul territorio le attività di prescrizione e dispensazione di questi medicinali con il pieno coinvolgimento dei medici di medicina generale e delle farmacie di comunità». Lo afferma in una nota Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), ricordando che i farmacisti si sono resi disponibili sin da subito per consentire al maggior numero di persone possibile di beneficare di questi trattamenti. «Come già avvenuto con la somministrazione dei tamponi e dei vaccini anti-Covid - ricorda Mandelli - la professionalità del farmacista e la capillarità delle farmacie possono, anche in questo caso, giocare un ruolo determinante a tutela della salute dei cittadini e come elemento di efficienza del Ssn. Dare ai cittadini la possibilità di ottenere più rapidamente e facilmente il farmaco antivirale, ritirandolo direttamente nella farmacia sotto casa, potrà consentire di ridurre la gravità della malattia e, dunque, la pressione sugli ospedali, a favore di una gestione ordinaria della pandemia sul territorio».

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«Ringrazio il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Direttore dell'Aifa, Nicola Magrini, e tutta la Commissione Tecnico-Scientifica per il percorso intrapreso. Un sentito ringraziamento va, inoltre, ai colleghi farmacisti: questa decisione è un ulteriore riconoscimento del ruolo svolto durante la pandemia e del contributo che la Professione può dare per il potenziamento delle cure di prossimità, lavorando in sinergia con tutti gli altri professionisti del Ssn». «La dispensazione del farmaco antivirale da parte dei farmacisti territoriali - conclude Mandelli - è un passaggio fondamentale per rendere davvero accessibili queste terapie, nelle grandi città così come nei centri più piccoli. Si tratta di un risultato importante, innanzitutto per i cittadini, ma anche per la professione, che vede così aggiungersi un altro importante tassello al modello della farmacia dei servizi, a ulteriore testimonianza della vicinanza ai bisogni di salute delle persone e della competenza nella dispensazione del farmaco e nel consiglio al paziente». 

I DUBBI DI BASSETTI - «Secondo me alla fine, paradossalmente, ci saranno meno prescrizioni dell'antivirale Paxlovid dal medico di famiglia. Questo perché prima dell'ok dell'Aifa» alla prescrizione e alla distribuzione in farmacia «si era fatta squadra in alcune sedi tra medici di famiglia e ospedali. Ora evidentemente, sapendo che questi potranno prescrivere l'antivale, verrà meno questa squadra. Una delle tante cose fatte male in Italia, purtroppo». Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. «Non siamo preparati a questo modello - aggiunge Bassetti - c'è un modulo da compilare abbastanza impegnativo con una serie di informazioni che configura parecchia burocrazia da parte del medico di medicina generale. Il piano terapeutico ha necessità di tantissime notizie che prima compilavamo noi in ospedale e oggi dovrà fare il medico di famiglia. Mi auguro che questi farmaci saranno prescritti con appropriatezza. Ad oggi non sono stati usati molto perché i casi dove usarli sono veramente pochi».

LA TERAPIA - L'antivirale «potrà essere distribuito attraverso la rete delle 19.000 farmacie italiane» e questo «renderà disponibile e facilmente accessibile il farmaco per il trattamento del Covid-19», aprendo «una fase nuova nel contrasto alla pandemia, che incardina sul territorio le attività di prescrizione e dispensazione di questi medicinali». Questo il commento del presidente di Federfarma Marco Cossolo in merito alla determinazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che rende operativo il protocollo d'intesa siglato tra Ministero della Salute, Aifa, Federfarma Servizi, Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite e Adf. Il medicinale, autorizzato per il trattamento precoce del Covid-19, sarà erogato nella modalità della distribuzione per conto, dietro presentazione di apposita ricetta medica. «Le farmacie dimostrano, ancora una volta, di operare con grande senso di responsabilità nei confronti della collettività e hanno sempre risposto puntualmente ai nuovi bisogni di salute emersi nelle varie fasi della pandemia», prosegue Cossolo. «Ora sono pronte a garantire gratuitamente la dispensazione del Paxlovid, per assicurare la tempestività del trattamento con gli antivirali orali, rivelatasi fondamentale per il buon esito della cura». La distribuzione in farmacia dei farmaci innovativi, dichiara il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia, «è connaturata alla specifica professionalità del farmacista, che svolge un importante ruolo nel monitoraggio dell'aderenza alla terapia e nell'attività di farmacovigilanza proprio grazie all'esclusivo rapporto quotidiano di fiducia e prossimità con il cittadino».

Ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 12:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA