Batterio killer a Verona, il virologo Palù: «Resiste ai farmaci, fenomeno che nel 2050 ucciderà più del cancro»

Mercoledì 2 Settembre 2020

Il batterio killer dell'ospedale Borgo di Trento a Verona è un patogeno presente «nell'intestino e nell'ambiente, normalmente innocuo che, però, può trasformarsi in killer» secondo Giorgio Palù, professore emerito di microbiologi e virologia all'università di Padova. A causa del citrobacter nei rubinetti dell'acqua dell'ospedale sono morti 4 bambini. «Parliamo di un germe che appartiene alla grande famiglia degli enterobatteri - spiega all'Adnkronos Salute Palù, precisando di non poter entrare nel merito della vicenda specifica, al vaglio della magistratura - Solitamente lo incontriamo, senza ammalarci, nell'ambiente. Può dare anche infezioni ma, in genere, è considerato un germe opportunista», cioè che in condizioni particolari si 'incattiviscè.

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«Nei bambini, nei neonati, negli immunodepressi o in caso di manovre invasive può diventare pericoloso. Può dare infezioni intestinali, alle vie urinarie. Purtroppo nei bambini può dare anche meningiti con forme gravi», aggiunge Palù. Il guaio è che «questo germe è spesso resistente a molti antibiotici. Fa parte di quell'insieme di batteri multiresistenti ai farmaci che, se si sviluppano in ambienti ospedalieri, sono pericolosissimi. Ed è la resistenza ai farmaci il problema dei problemi: si stima che nel 2050 le infezioni prodotte da microrganismi multiresistenti causeranno più morti del cancro ogni anno. Questo è un problema che l'umanità dovrà affrontare più delle pandemie».
 

 

Ultimo aggiornamento: 15:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA