CORONAVIRUS

Coronavirus, danni gravi ai polmoni e disturbi neurologici: anche i giovani rischiano

Sabato 22 Agosto 2020 di Carla Massi
Coronavirus, danni gravi ai polmoni e disturbi neurologici: anche i giovani rischiano

Meno di un mese fa l'Oms ha lanciato un monito ai giovani in partenza per le vacanze: «Ragazzi, ricordate che non siete invincibili. Anche voi potete essere infettati e trasmettere il virus». Adesso che l'età media dei contagiati si è abbassata a 35 anni (per i nuovi casi in Italia è ormai arrivata a 30 anni) e il numero dei casi sotto i quaranta sta crescendo l'Organizzazione ha deciso di tornare alla carica: «Diffondete divertimento, non il virus. Proteggete i vostri genitori e i vostri nonni».

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Due interventi mirati, segnali molto chiari a chi, in questo momento, sta facendo salire il colonnino delle nuove diagnosi. I ragazzi. Che, nella maggior parte dei casi, sono ancora convinti che il Covid-19 sia una malattia solo degli anziani. Il concetto che il virus sia diventato anche roba da giovani sembra non riuscire a farsi strada. E, per questo, non riesce a farsi strada neppure la conoscenza di quelli che sono gli effetti dell'infezione secondo le diverse generazioni. Quanti, per esempio, sanno che nelle ultime settimane solo il 29% dei nuovi casi ha più di 50 anni?

LE INDAGINI
Ecco perché l'Oms ha deciso di alzare la voce e, in vari istituti di ricerca, hanno iniziato ad indagare sugli effetti lasciati dal virus nei più giovani. Risultato: oltre alla stanchezza, alla mancanza di respiro e alla possibile infiammazione del sistema cardiovascolare sono stati notati, in modo diffuso, danni neurologici. Dalla perdita di gusto e olfatto all'ictus. «Anche se per voi il Covid-19 non è mortale - ricorda l'Oms - vi si attacca addosso come un tornado con una lunga coda».

Uno studio dell'Università California a San Francisco pubblicato su Journal of adolescent health rivela che un giovane fumatore su tre, nella fascia 18-25 anni, in caso di contagio, rischierebbe un'infezione particolarmente grave. I ricercatori hanno messo il relazione le sigarette e la malattia nei ragazzi. Ne è uscito un quadro così grave da richiedere, per questi pazienti, ricovero immediato.

LA LETTERA APERTA
Per lanciare un messaggio capace di dare un quadro aggiornato dei contagi tra gli under 35 è sceso in campo un gruppo di specializzandi in neurologia dell'Università di Milano che hanno inviato una lettera aperta alla rivista scientifica Neurological Science proprio per sensibilizzare i giovani adulti. «La consapevolezza che Covid può avere un'espressione neurologica - si legge - deve essere condivisa e le nuove generazioni sono chiamate ad affrontare un'inedita patologia». Dal momento, spiegano gli specialisti, che «vi è una reale possibilità di complicanze tardive, in particolare di malattie neurodegenerative».

I neurologi temono che il Covid-19 possa avere conseguenze sul sistema nervoso centrale anche a distanza di tempo. Tra i più giovani, inoltre, come hanno dimostrato in uno studio del Fatebenefratelli-Sacco di Milano pubblicato su Clinical infections diseases e in uno del St.James hospital di Dublino, è molto più alta la probabilità di perdere il gusto e l'olfatto rispetto agli anziani. Una condizione che, secondo i casi, dura tempi più o meno lunghi.

IL CONFRONTO
In Inghilterra, alla Norwich Medical School of East Anglia, per la prima volta, hanno messo a confronto pazienti guariti dal virus con un campione di persone raffreddate per verificare differenze e analogie. Chi era stato contagiato aveva il naso libero e riusciva a respirare senza grandi difficoltà (a differenza di chi aveva il raffreddore) ma non riuscivano, per esempio, a percepire anche gli odori più forti né a distinguere il dolce dal salato.
 

Ultimo aggiornamento: 18:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA