CORONAVIRUS

Coronavirus, perché il Lazio (con altre 7 regioni) ha un indice Rt superiore alla Lombardia?

Lunedì 3 Agosto 2020 di Lorena Loiacono
Coronavirus, perché Lazio e Campania oggi hanno indice Rt superiore alla Lombardia?

Sono troppi i nuovi focolai nel Lazio o in Campania, due delle 8 regioni in cui Rt è superiore ad 1. E la Lombardia resta stabilmente sotto la soglia di rischio. E allora l’allerta Covid sta cambiando la mappa dei territori a rischio, dove il livello di guardia si sta abbassando. Per mesi gli italiani sono stati con gli occhi puntati su dati e statistiche, grafici e tendenze per poi imparare a conoscere anche gli indicatori, primo fra tutti Rt che, necessariamente, deve restare inferiore ad 1. Altrimenti vuol dire che i contagi stanno riprendendo quota. Eppure sta salendo. Rt nazionale è 0,98 ma in 8 Regioni tra cui Lazio, Veneto, Sicilia e Campania è superiore ad 1.

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Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano, che cosa significa?
«Rt è un modello costruito sulla base della presenza di focolai sul territorio».

Vuol dire che ci sono molti casi positivi?
«No, non indica la presenza di casi numericamente elevati ma ci avvisa sulla tendenza all’incremento, si basa su un algoritmo e ci dà l’idea della potenzialità del virus su quel territorio specifico. Valuta la presenza di focolai in azione. Rt inferiore a uno vuol dire che ogni paziente causa meno di un contagio quindi si va verso lo spegnimento. Se superiore ad uno, c’è l’incremento dei casi».

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In Lombardia quindi ci sono meno focolai rispetto a quelli attivi in questo momento nel Lazio?
«Sì, la Lombardia mantiene il controllo della diffusione anche se il virus ancora c’è. inoltre va specificato che anche numericamente la Lombardia non è la prima Regione per numero di casi».

Rt quindi che cosa ci dice oggi?
«La situazione dei focolai in diverse regioni mette in evidenza la presenza del virus in Italia, bisogna controllarli e tracciarli, per evitare che prendano spazio. Più focolai ci sono , maggiore è il rischio. Ma vediamo la parte piena del bicchiere».

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C’è anche una parte piena?
«Certo, oggi sappiamo e quindi dobbiamo individuare tutti quei soggetti che prima ci sfuggivano. Quindi stiamo assistendo anche alla parte buona del virus, quella che determina patologie meno gravi e a volte banali. E’ positiva la capacità di individuare i nuovi casi, con un’organizzazione sempre più capillare sui territori,. Solo così possiamo seguire l’andamento endemico. Certo non dobbiamo sottovalutare il virus”.

È ancora pericoloso?
«Esiste un potenziale incremento dei casi e su questo bisogna fare attenzione, con il buon senso e la serenità. Convivere con il virus vuol dire tenere in tasca gli strumenti giusti da usare al momento opportuno».

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Cosa dobbiamo tenere in tasca?
«Di certo non possiamo chiedere alle persone di abbronzarsi con il segno della mascherina ma dobbiamo avere sempre la mascherina con noi, come un accessorio da usare quando serve. Come gli occhiali da sole ad esempio”
“La situazione dei focolai in diverse regioni mette in evidenza la presenza del virus in Italia, bisogna controllarli e tracciarli, per evitare che prendano spazio. Più focolai ci sono , maggiore è il rischio. Ma vediamo la parte piena del bicchiere».

Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 10:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA