Covid, Crisanti: «Chi ha fatto il vaccino Johnson & Johnson a giugno è scoperto dalla protezione»

Per l'esperto aumentano i contagi perché molti italiani sono vaccinati da 6 mesi

Venerdì 29 Ottobre 2021
Covid, Crisanti: «Chi ha fatto il vaccino Johnson & Johnson a giugno è scoperto dalla protezione»

Il virologo Andrea Crisanti è intervenuto durante un'intervista su Radio 1 sull'andamento della campagna vaccinale. «Chi ha fatto il vaccino Johnson & Johnson deve fare la seconda dose», così l'esperto. «Si è scoperto che non è un vaccino monodose. Va fatta la seconda dose perché chi lo ha fatto a giugno ora di fatto è scoperto. A breve credo che usciranno comunicazioni a riguardo», ha continuato.

Il professore di microbiologia e microbiologica clinica dell'Università di Padova ha sottolineato che stiamo assistendo a un progressivo aumento del numero di contagi giornalieri perché molti italiani stanno raggiungendo 6 mesi dal giorno di somministrazione della seconda dose.

 

La dichiarazione

Sull'aumento dei contagi, intervistato su Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Crisanti ha sottolineato che «avviene perché ci allontaniamo dai sei mesi nei quali la maggior parte degli italiani si sono vaccinati. Dopo sei mesi la protezione contro l'infezione e la trasmissione cala al 45%, rimane comunque la protezione per eventuali complicazioni, sempre molto alta, a circa il 75%».

 

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Galli: «Io e Crisanti cassandre doc»

 

«Come molto spesso succede due cassandre 'doc' come il sottoscritto e Crisanti finiscono per essere d'accordo su molti aspetti. Sulla terza dose sembra evidente a tutti che una importante parte delle persone vaccinate con due dosi o con una dose in un periodo più o meno lungo hanno una capacità di risposta che traballa e che necessità di un ulteriore intervento. Insomma l'efficacia del vaccino anti-Covid è a tempo». Così Massimo Galli, primario di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, intervenuto oggi al Forum Sistema Salute 21 di Firenze, insieme al virologo Andrea Crisanti, sul tema della durata dei vaccini anti-Covid. «La differenza che fanno i vaccini è drammatica - ha evidenziato Crisanti allargando lo sguardo su quello che potrà accadere nei prossimi mesi in Italia - il peggio che ci può capitare è la situazione che sta vivendo oggi il Regno Unito. I fattori sono: la percentuale di vaccinati, la durata dei vaccini che ormai sappiamo essere di sei mesi e la possibilità che non emergano varianti resistenti. Se in Italia manteniamo le misure fin qui adottate, il distanziamento e la mascherina, non avremo lo stesso impatto del Regno Unito».

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre, 08:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA