Fase 2, l'infettivologo del Gemelli: «Non vanifichiamo i sacrifici, ora dipende tutto da noi»

Domenica 17 Maggio 2020 di Raffaella Troili
Professore Roberto Cauda, direttore malattie infettive Policlinico Gemelli

Professor Roberto Cauda, direttore di Malattie infettive del Policlinico Gemelli, domani ripartono molte attività.
«I numeri sono buoni, a distanza di quasi 2 settimane non c'è stato ancora il temuto rebound, la ripresa del contagio. Siamo al 14esimo giorno, se ci fosse stato qualche movimento si sarebbe già palesato. Ma non possiamo cantar vittoria, con le fasi 2 e poi 3 ci sarà una riduzione consistente dei divieti ed è tutto nelle nostre mani. Le leggi ci dicono cosa fare e non fare, però tutti dobbiamo essere responsabili».

Dovremo avere accortezze.
«Dovremo avere tolleranza, sopportare regole, soprattutto la mascherina: proteggiamo noi e la collettività. E ho l'impressione che la gente abbia una sana paura. Abbiamo capito che non è un'influenza, non ci si scherza, non passi il concetto che il virus si è attenuato, non è ipotesi impossibile ma non è avvenuto. Tutto quello che abbiamo ottenuto di positivo è stato grazie alle chiusure. Ora capiremo se il caldo ci darà una mano o no».

Non sarà niente come prima.
«Abbiamo fatto un sacrificio enorme, potrebbe esser vanificato se non manteniamo alta la guardia. Il virus è molto furbo, si sa adattare, modificare, è capace di capire le debolezze dell'avversario e noi dobbiamo capire le sue. Deve passare il concetto che sarà un'estate diversa dalle altre, da vivere dando valore ad altre cose, dobbiamo metterci in testa che la nostra vita è cambiata. Una vita transitoria, diversa, navigando a vista mese dopo mese, ma torneremo ad abbracciarci, tutto passa. Ma il futuro è nelle nostre mani».
 

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