Feste per gli Europei, il virologo Silvestri: «Italia gabbia di matti, prudenza ma non terrore»

Mercoledì 14 Luglio 2021
Feste per gli Europei, il virologo Silvestri: «Italia gabbia di matti, prudenza ma non terrore»

Chiusure, ipotesi zone gialle, assembramenti, feste. «Non volevo dirlo, ma sinceramente a guardarla da fuori l'Italia di questa estate 2021 sembra una gabbia di matti. Fino a ieri una persona doveva mettersi la mascherina, pena multe severissime, se andava da sola a passeggio per un parco o in un bosco a cercare funghi. Con le vittorie dell'Italia ai Campionati Europei di calcio si vedono assembramenti da migliaia di persone quasi tutte senza mascherina che urlano e si abbracciano appiccicate per ore, il tutto sotto il naso, se non con la benedizione, delle autorità ufficiali. Scusate l'asprezza, ma non credo ci voglia un H-index di 80 per capire che si debba trovare una qualche via di mezzo tra questi estremi entrambi assurdi».

Feste per gli Europei, schifofrenia italiana

 

È l'analisi del virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta. «Questa schizofrenia molto italiana - scrive su Facebook il fondatore della rubrica social Pillole di ottimismo - è il risultato del catastrofismo-chiusurista-oltranzista portato avanti da certi media ed esperti 'istituzionalì, forse terrorizzati dall'idea di ripetere gli errori di inizio pandemia (della serie Milano non si ferma)».

 

«Una narrativa spalleggiata dai noti manganellatori social, che attaccando e perculando l'ottimismo della conoscenza (quella vera, che ci ha portato vaccini, anticorpi e mille altre cose), hanno proposto una versione caricaturale e politicizzata della scienza che fa solo il gioco di no-vax e negazionisti d'ogni tipo».

 

«Cari amici, siamo ancora in tempo: torniamo tutti alla ragione, al buon senso, ad una prudenza fatta di ottimismo - non di terrore e/o di agende politiche salvapoltrona - e a comportamenti basati sull'evidenza scientifica. A partire dalla cosa più importante di tutti: vaccinare quante più persone possibile e il più presto possibile», esorta lo scienziato. 

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