GIORGIA MELONI

Green pass per ristoranti, bar e treni in Italia? Pressing su Draghi. No di Salvini. Meloni: «Raggelante»

Martedì 13 Luglio 2021 di Simone Pierini
Green pass per entrare al ristorante in Italia, Figliuolo: «Così convinciamo le persone a vaccinarsi». Le Regioni aprono all'ipotesi

Utilizzare il Green pass in Italia per ristoranti, bar e mezzi pubblici come in Francia? Una strategia che ha aperto il dibattito nel nostro Paese che in questi giorni sta vivendo una prima fase di ripartenza del contagio provocata dall'aumento della diffusione della variante Delta. Garantire quindi ai vaccinati (magari estendendo il rilascio dopo la seconda dose) una maggiore libertà di movimento e socialità invitando di fatto gli indecisi (e anche i più convinti no vax) a prenotarsi per riceverlo, avvicinando di fatto l'Italia all'obiettivo dell'immunità di gregge. Non è infatti passata inosservata la risposta immediata all'annuncio del presidente Macron. In poche ore un milione di francesi si sono prenotati, con un picco di 20.000 appuntamenti al minuto, in quella che si è trasformata in una vera e propria corsa al vaccino. Per questo motivo molte Regioni si stanno mostrando favorevoli ad introdurre la stessa misura anche in Italia.

Covid, Macron: green pass per treni e ristoranti

No di Salvini e Meloni. «Vaccino, tampone o Green Pass per entrare in bar e ristoranti? Non scherziamo». Lo scrive su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini. «L'idea di utilizzare il green pass per poter partecipare alla vita sociale è raggelante, è l'ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana. Una follia anticostituzionale che Fratelli d'Italia respinge con forza. Per noi la libertà individuale è sacra e inviolabile». Lo scrive su Twitter il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

 

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Green pass, Figliuolo: la chiave per la normalità

 

Ieri sera il generale Francesco Paolo Figliuolo, ospite di Tg2Post, ha subito aperto all'ipotesi. «Concordo con Macron sul fatto che la vaccinazione è una delle chiavi per il ritorno alla normalità - ha detto il commissario per l'emergenza Covid - Per convincere gli ultimi irriducibili utilizzare il green pass per questo tipo di eventi potrebbe essere una buona soluzione. Potrebbe essere anche una spinta per la vaccinazione». «Siamo a 58 milioni di inoculazioni con 24 milioni e 200mila cittadini completamente vaccinati, siamo intorno al 45%: un dato importante ma non basta - ha aggiunto Figliuolo - Dobbiamo intercettare i cosiddetti indecisi. Insieme alle regioni stiamo mettendo a punto una serie di iniziative: pensiamo alle 'notti magiche', a open day e open night, ma ci deve essere anche maggior coinvolgimento dei medici di base, pediatri e farmacisti, affinché rassicurino i rinunciatari. Il raggiungimento di questo numero di incerti è fondamentale per raggiungere l'immunità di gregge».

 

 

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Fipe (pubblici esercizi): «Contrari al green pass per i ristoranti»

 

«La campagna vaccinale va sostenuta, incoraggiata e, possibilmente, velocizzata. Questa è la nostra migliore arma per un ritorno alla stabilità delle nostre vite. Quello che tuttavia non è accettabile è che, per raggiungere l'immunità di gregge, si finisca per penalizzare sempre le solite categorie. I pubblici esercizi hanno pagato più di ogni altro settore nei 16 mesi della pandemia, sia in termini di perdita di fatturati che in termini di posti di lavoro. Andare ancora una volta a pesare sulle nostre attività significa compromettere la ripartenza». Così Roberto Calugi, Direttore generale di Fipe-Confcommercio.

«Se proprio si vuole percorre questa strada, che il vincolo del vaccino valga per ogni tipo di attività, dal teatro, alla palestra, al supermercato, a ogni altro luogo. Altrimenti è discriminatorio - puntualizza Calugi - Se, invece, l'obiettivo è sensibilizzare i giovani sull'importanza delle vaccinazioni, facciamolo insieme. Come Fipe-Confcommercio siamo disposti a collaborare con il governo per una campagna di comunicazione capillare a ogni tavolo e a ogni bancone. Ma basta provvedimenti punitivi sempre contro i soliti settori».

 

 

 

Il virologo Pregliasco: bene la Francia, ben venga anche da noi

 

«Per un rigorista come me è una bella idea, quindi ben venga anche da noi». Così il virologo Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all'Università Statale di Milano, promuove a pieni voti la decisione della Francia. «Io credo - dice il virologo all'Adnkronos Salute - che sia l'elemento per facilitare un'adesione al vaccino. E bene hanno fatto in Francia - ricorda Pregliasco - anche nella campagna pubblicitaria sugli effetti collaterali del vaccino», dove vengono mostrate per esempio due persone che si baciano. «Effetto collaterale che in questo caso è un effetto positivo: quello di poter vivere e riprendere oggettivamente le attività». Dunque vincolare le principali attività al Green pass «ci sta, a questo punto. È un modo - sottolinea il medico - per riuscire a contemperare una convivenza civile col virus. Quindi ognuno di noi si prende la responsabilità e l'onere degli eventi avversi che possono capitare, però lo si fa in un'ottica di solidarietà e di qualità di vita complessiva della comunità. Dobbiamo pensare anche agli altri, a noi stessi e ai nostri fragili».

 

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L'epidemiologo Ciccozzi: Green pass importante

 

«Io trovo il Green pass importante. In questo momento, così, sappiamo se la persona con cui abbiamo a che fare ha la sua bella doppia vaccinazione. E quindi se la possibilità d'infettarsi è minima. Sappiamo benissimo, e occorre essere molto chiari, che nel caso di infezione il vaccino toglie i sintomi della malattia, evita l'ospedalizzazione e la terapia intensiva, che non è poco». Lo ha detto Massimo Ciccozzi direttore Unità epidemiologica Università Campus BioMedico di Roma, intervenuto a 'Gli Inascoltabilì su Nsl radio.

 

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Lazio, D'Amato: Green pass? Meglio dopo due dosi

«Sarebbe utile che il Governo decidesse in che maniera vada utilizzato il Green pass, possibilmente con la vaccinazione completa, prima di adottare misure restrittive generalizzate con i vecchi parametri. Milioni di cittadini hanno scaricato questo documento, ma si fa difficoltà a comprendere a cosa realmente serva se non viene messo in campo un meccanismo di carattere regolatorio come è stato adottato in Francia». Lo chiede in una nota l'assessore alla Sanità e Integrazione sociosanitaria, Alessio D'Amato. «Non ci vedrei nulla di strano - sottolinea - ma solo un discorso coerente. D'altronde, se in piscina si entra con la cuffia, non vedo perché chi deve ad esempio viaggiare in treno non lo possa fare esibendo, assieme al titolo di viaggio, anche il Green pass». «A mio avviso - aggiunge D'Amato - i parametri finora utilizzati per i colori dovrebbero essere attualizzati. Oggi sono prioritari due indicatori: da un lato il tasso di completa copertura vaccinale rispetto alla popolazione e dall'altro il tasso di ospedalizzazione. No a restrizioni con pochi ricoveri»

 

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Campania, De Luca: in Campania lo abbiamo fatto 4 mesi fa

«Il green pass l'abbiamo fatto quattro mesi fa in Campania anche se abbiamo un governo nazionale che è molto distratto da questo punto di vista. La nostra carta di vaccinazione la rilasciamo dopo la seconda dose. Avrebbero potuto seguire l'esempio della Campania sia il governo italiano che il governo francese e avrebbero risolto i problemi». Così il governatore della Campania Vincenzo De Luca a chi gli chiedeva di commentare gli annunci di Macron sull'accesso a trasporti e ristoranti in Francia solo per i vaccinati. «Andremo avanti così: avremo la tessera di vaccinazione che consentirà di viaggiare con tranquillità, di prendere l'aereo e i treni, di andare al cinema, teatro e ristoranti però dobbiamo completare la vaccinazione», ha concluso De Luca.

 

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Liguria, Toti: pronti a seguire la Francia convintamente

«Sono d'accordo con quello che ha fatto la Francia» e «se il governo italiano» metterà in campo gli stessi provvedimenti «saremo pronti a farlo convintamente». Lo ha detto governatore ligure Giovanni Toti commentando la decisione della Francia. «Se non si vuole proporre l'obbligo vaccinale per alcune categorie - ha detto - si agevoli la volontà dell persone dando la possibilità ai vaccinati di fare una vita normale Chi sceglie di non usufruire di quanto la scienza e la tecnica ha messo a disposizione, ne pagherà le conseguenze in qualità della vita». «È una decisione legittima - ha concluso Toti -. Io sono sempre stato contrario a imposizioni e divieti ma in una situazione così complessa qualche sprone a far andare avanti la campagna vaccinale è necessario. Bisogna incentivare le categorie più restie a vaccinarsi con una serie di azioni come quelle messe incampo dalla Francia. Se il Governo italiano lo farà - ha ribadito - saremo pronti a farlo convintamente».

 

Lombardia, Fontana: siamo favorevoli

La decisione presa del presidente francese Macron, che ha provocato la richiesta di oltre un milione di vaccini, di rendere obbligatorio il green pass per accedere a bar, ristoranti e treni trova l'appoggio anche del governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana. A margine della presentazione della misura 'Formare per Assumerè, infatti, il governatore ha dichiarato: «Penso che noi saremo sicuramente favorevoli a una misura di questo genere». «A Roma mi sembra che ci sia una riunione con il Garante della Privacy perché pare esistano problematiche di questo genere» ha aggiunto.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 00:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA