Malattie tropicali, ecco quali si diffonderanno nel mondo a causa del clima

Giovedì 21 Maggio 2020
Malattie tropicali, ecco quali si diffonderanno nel mondo a causa del clima

Dengue, Chikungunya e Zika, trasmesse da zanzare nell'Africa occidentale, potranno essere tre delle malattie virali che potranno causare epidemie in tutto il mondo, anche per via dei cambiamenti climatici. A dirlo è uno studio realizzato dall'Università del Colorado e pubblicato sulla rivista scientifica Acta Tropica.

I ricercatori hanno scoperto che esiste una forte evidenza che la trasmissione di queste malattie (definite arbovirali perché trasmesse da punture di artropodi, come zecche e zanzare) si sta verificando nelle aree urbane dell'Africa occidentale e che la natura della trasmissione è distinta dalla trasmissione rurale del virus della febbre gialla che è stata storicamente presente nella regione.

I risultati della ricerca forniscono anche la prova che l'epidemiologia di queste malattie nell'Africa occidentale si è spostata e la rapida urbanizzazione e i cambiamenti climatici hanno il potenziale per aumentare il rischio di epidemie in futuro. «Grandi focolai di malattie arbovirali si verificheranno in tutto il mondo. È semplicemente una questione di dove e quando - spiega Elizabeth Carlton, coautrice dello studio - Costruire consapevolezza e capacità di sorveglianza prima che si verifichino focolai può aiutare a rilevare precocemente focolai e consentire una risposta rapida ed efficace per ridurre gli impatti sulla salute».

I ricercatori hanno anche delineato alcune misure che possono essere prese per ridurre il rischio di gravi focolai, come lo sviluppo della capacità di test diagnostici, gli investimenti nel monitoraggio dello sviluppo della malattia e l'attuazione di misure di controllo delle zanzare. 

IL PRIMATO DELL'ITALIA SECONDO IL WWF: 46MILA MORTI IN UN ANNO PER LE POLVERI SOTTILI
L’Italia sta attraversando il decennio più caldo della sua storia. Questo non solo ha comportato la crescente fusione dei nostri ghiacciai, e minacce alla sopravvivenza di specie vegetali e animali - spiegano gli esperti del Wwf - , ma la crisi climatica in corso è certamente un rischio per la salute pubblica. Oltre agli eventi meteorololgici estremi il cambiamento climatico, provoca anche la ricomparsa di agenti infettivi precedentemente endemici (tra i quali il poliovirus, presente in paesi limitrofi e il bacillo della tubercolosi) e all’arrivo di nuove malattie esotiche trasmissibili, come Dengue, Chikungunya, Zika, Febbre del Congo-Crimea (CCHF, Crimean-Congo Hemorrhagic Fever). Negli ultimi anni in diverse regioni italiane si sono verificati focolai di Chikungunya e la presenza dei vettori di questi virus è ormai stabilmente segnalata in molte regioni del Mediterraneo.

Gli effetti avversi del cambiamento climatico in atto possono incidere anche sulla qualità dell’aria aggravando i livelli di inquinamento già troppo elevati, in particolare nei contesti urbani, e potrebbero portare anche a modifiche nella distribuzione della flora e fauna locali, con possibile degradazione della biodiversità. L’Italia ha ancora il triste primato in Europa di morti premature (45.600 nel 2016) da esposizione alle polveri sottili PM2.5 con una perdita economica di oltre 20 milioni di euro, che pone l’Italia all’11esimo posto al mondo. Infine, con un aumento di 1°C, aumentano del 2% anche depressione, stati di ansia, insonnia, paure, malesseri psichici generalizzati.

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