Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Omicron 4 e 5, ondata di autunno «imprevedibile». Clementi: straordinaria capacità di diffusione

Sabato 7 Maggio 2022
Omicron 4 e 5, ondata di autunno «imprevedibile». Clementi: straordinaria capacità di diffusione

Una nuova ondata di Covid, causata dalle sottovarianti Omicron 4 e 5, potrebbe colpirci in autunno. Lo sostengono molti virologi. Negli Usa una proiezione ipotizza come possibile nel Paese un'ondata da 100 milioni di infezioni, quota pari al 30% della popolazione, in autunno-inverno. In Italia lo scenario quale potrà essere? «È impossibile dire in questo momento» di che entità sarà un'eventuale ondata di contagi Covid nella prossima stagione più fredda, «perché non ci sono elementi per sostenere che ci possa essere una virata epidemiologica di questo tipo. Quello che è certo è che le ultime due sottovarianti di Omicron», Omicron 4 e 5, «hanno una straordinaria capacità di diffusione. Sebbene questa non sia una novità, perché le varianti si sono sempre distinte per il fatto di diffondersi sempre di più, l'aspetto invece relativamente nuovo è che in qualche modo tendono a sfuggire anche alla risposta anticorpale precedente». È l'analisi di Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. L'esperto evidenzia all'Adnkronos Salute il nodo del potenziale di evasione immunitaria mostrato dalle Omicron 'new entry'. I contorni di questo sono in corso di approfondimento, ma Clementi osserva che, di fronte a caratteristiche simili, «occorrerebbe una risposta anticorpale più solida, più intensa per bloccarle». L'ingresso sulla scena di queste sottovarianti «rende le cose un pò più complesse, ma ci fa anche capire quale sarà la strategia giusta: quella di proporre la vaccinazione, almeno per i fragili, a partire da settembre e con un vaccino possibilmente sartorialmente fatto su queste varianti».

Antonio Cicchetti, il sindaco di Rieti saluta i compagni di partito: «Boia chi molla»

Omicron, cautela di Bassetti

Per Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova «sicuramente Omicron 4 e 5 sembrano evadere l'immunità prodotta dai vaccini» anti-Covid «e anche l'immunità naturale» di chi ha già avuto l'infezione, «quindi possono rappresentare un elemento di preoccupazione per un aumento potenziale dei contagi nel prossimo autunno. Probabilmente» queste sottovarianti «sono destinate a diventare preponderanti sulle altre. È probabile che presto anche in Italia prenderanno il sopravvento, magari non proprio in questa stagione, forse un po' più avanti».

Omicron, Stati Uniti temono la maxi-ondata in autunno: «Possibili 100 milioni di casi»

 

Bassetti: «No al terrorismo delle varianti»

Per l'esperto bisogna porsi, senza cadere «nel terrorismo delle varianti», il problema di un'eventuale ondata d'autunno significativa in termini di numeri, tema di cui si dibatte anche Oltreoceano. «Anche se - spiega - bisogna dire che in Sudafrica, dove in qualche modo queste varianti adesso sono diventate predominanti, soprattutto la 4 e la 5, i dati ci dicono che c'è un aumento dei contagi, ma a livello di gravità siamo di fronte a una malattia che normalmente è più lieve rispetto a quello che avveniva con le altre varianti Omicron, con una durata di ricoveri più breve e meno quadri gravi. In ogni caso è evidente che questo è un elemento di preoccupazione, non tanto per oggi ovviamente, quanto per il domani».

Nuova ondata Covid con Omicron 4 e 5

Negli Usa alcune proiezioni indicherebbero come possibile un'ondata da 100 milioni di infezioni nel periodo autunno-inverno, che interesserebbe quindi oltre il 30% della popolazione. Ma, fa notare Bassetti, «al di là del fatto che ci possano essere 100 milioni di contagi, tutto dipende sempre da che cosa rappresentano questi 100 milioni di casi: se sono contagi che in qualche modo danno dei quadri blandi e affrontabili è tutto un altro discorso rispetto a 100 milioni di contagi che portano a quadri gravi. Questa variante Omicron di Sars-CoV-2 che evolve sicuramente può essere nel futuro un problema. Dopodiché - ripete l'infettivologo - io ho sempre detto che eviterei di fare il "terrorismo delle varianti", nel senso che l'importante è che una variante non dia quadri più gravi». «Certamente per la circolazione del virus», invece, l'impatto che da questi sublignaggi potrebbe derivare «è importante».

Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 00:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA