Sindrome da collo da smartphone, sintomi e come curare. «Rischio usura al tessuto muscolare»

Non è difficile incontrare giovani come anziani che procedono con un'andatura molto lenta

Sindrome da collo da smartphone, sintomi e come curare. «Rischio usura al tessuto muscolare»
Sindrome da collo da smartphone, sintomi e come curare. «Rischio usura al tessuto muscolare»
di Maria Rita Montebelli
Mercoledì 7 Febbraio 2024, 06:45 - Ultimo agg. 08:02
4 Minuti di Lettura

Si vedono ovunque: sugli autobus, in metropolitana, al ristorante. Persone di tutte le età, ingobbite verso lo schermo di un cellulare o un iPad, completamente rapite da quei pochi centimetri quadrati di schermo. Persino quando camminano per strada.

Non è difficile incontrare giovani come anziani che procedono con un'andatura molto lenta, incerta e sbilenca. Con passi corti, frequenti inciampi e il pericolo concreto di cadere o sbattere contro oggetti, persone e finire sotto una macchina. Parliamo degli "smobie", gli zombie dello smartphone.

Bimbo di 3 anni ha la leucemia, doppio trapianto di midollo e microbiota al Sant'Orsola di Bologna: è il più piccolo in Europa

LO STRESS

Stando chini in avanti ore e ore, giorno dopo giorno si può arrivare a sviluppare una particolare forma di "cervicale" tecnologica o da iperconnessione. Subito identificata come sindrome "Tech(o Text) Neck" o "Sindrome da collo da smartphone". Sempre più diffusa. Perché questa postura innaturale, con il collo proteso in avanti, condanna ad uno stress continuo i muscoli del collo, che poi presentano il conto sotto forma di cefalee (soprattutto muscolo-tensive), contratture muscolari, scrosci articolari a carico del collo e delle spalle.
La stessa cosa accade a chi passa molte ore chino sulla tastiera del computer, specie se poi, il tempo libero o la pausa caffè li passa incollato ad uno smartphone. Quando si guarda in basso verso lo schermo, i muscoli della parte posteriore del collo sono costretti ad un super-lavoro per tenere la testa, contro la forza di gravità.
È come se il capo pesasse sempre di più, fino a sfiorare i 30 chili, quando è inclinato di 60°. Che non si debba tenere questa posizione, in realtà, lo dovremmo sapere fin da bambini quando i genitori ci raccomandavano di non sporgerci da un balcone perché "la testa pesa più del corpo" e si rischia di cadere. Evidentemente abbiamo rimosso il messaggio.
E così via a testa china, per mesi e mesi fino a quando a farne le spese non sono più solo i muscoli del collo, ma la sua stessa struttura ossea, cioè la colonna cervicale con le sue articolazioni e i dischi intervertebrali che vengono usurati, fino a compromettere la mobilità stessa della colonna e a portare alla comparsa di sintomi quali dolore cervicale, vertigini, formicolii, addormentamento o riduzione della forza a carico lungo gli arti superiori, per compressione di una radice nervosa a livello del collo.
Soprattutto per via dell'uso spasmodico dello smartphone la nostra postura spesso risulta innaturale e senza equilibrio. Perché, appunto, quasi tutti tendono ad avvicinare gli occhi allo schermo sollecitando i muscoli del collo di ben cinque volte il necessario. Si vanno, così, a incurvare le spalle in avanti chiudendo i muscoli del torace con una tensione notevole che genera, a lungo andare, dolori e fastidi persistenti. Dolori che possono peraltro manifestarsi già in tenera età nella zona dorsale o al rachide.

LA PAUSA

Ma allora come alleviare questi sintomi? La prima cosa è prendere consapevolezza di questa cattiva abitudine e cercare di tenere il telefono in borsa o in tasca, anziché vivere in continua simbiosi con lui. Conviene affidarsi a sane regole di buon senso per proteggere le preziose strutture del collo ed evitare di incorrere nella sindrome Tech-Neck.
In primo luogo, qualunque sia l'attività (o l'inattività) che si sta facendo, è buona regola muoversi spesso, alzandosi e camminando, anche solo intorno alla scrivania, almeno una volta ogni 30 minuti. Questo aiuta il collo a ritrovare la corretta postura e giova a tutto l'organismo. La sedentarietà è infatti un importante fattore di rischio per le malattie cardio-vascolari e per il sovrappeso.
Oltre ad alzarsi dalla sedia (o dal divano), è di aiuto fare degli esercizi di stretching per il collo, le spalle e la schiena, per allungare e decontrarre i muscoli. Quando si lavora al computer o si sta seduti alla scrivania, è bene usare una poltroncina ergonomica, con un buon supporto lombare e la possibilità di inclinare all'indietro lo schienale di 25-30°, per evitare di stare curvi in avanti e gravare con il peso della testa sul collo.
Lo schermo del computer va posizionato a 50-75 cm di distanza dagli occhi e alla loro altezza (eventualmente utilizzando un supporto o sollevandolo con una pila di libri).

LA NOTTE

Da seduti, allineare la testa alla colonna e al bacino, tenendo le ginocchia in linea con le anche e con i piedi ben appoggiati a terra.
Se non si riesce a mantenere questa posizione, si può ricorrere ad uno standing desk, una scrivania progettata per lavorare in piedi. Molto importante infine è curare la posizione del collo e delle spalle durante il riposo notturno. Un cuscino o un materasso sbagliati possono peggiorare i danni fatti durante il giorno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA