Vaccino Sputnik sperimentato a Roma. Vaia (Spallanzani): «Vogliamo capire se ferma le varianti»

Domenica 21 Marzo 2021 di Mauro Evangelisti
Vaccino Sputnik sperimentato a Roma. Vaia (Spallanzani): «Vogliamo capire se ferma le varianti»

«Il vaccino deve essere sicuro ed efficace, non importa dove viene prodotto. La scienza deve essere neutra. Per questo, esclusivamente attraverso i canali diplomatici, ci siamo messi in contatto con Gamaleya. Il gruppo di studio dello Spallanzani, guidato da me, di cui fa parte un team di scienziati coordinati dal direttore scientifico Giuseppe Ippolito, e il gruppo di studio dell'istituto russo, guidato da Alexander Gintsburg, si sono parlati più volte in call; ci sono stati scambi di dati. E nell'ultimo confronto, abbiamo deciso di iniziare una sperimentazione insieme per valutare l'effetto di Sputnik V con le varianti».
Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani, dopo le critiche ricevute qualche settimana fa per il confronto iniziato con Gamaleya, l'altro giorno si è tolto una soddisfazione ascoltando il premier Mario Draghi che ha aperto alla possibilità di acquisire dosi di Sputnik V. Ma il vero punto di svolta è rappresentato dalla collaborazione tra Spallanzani e Gamaleya, che prevede l'arrivo a Roma di tre scienziati russi.

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In cosa consiste questa collaborazione?
«Gamaleya, dopo la firma di un accordo di riservatezza, invierà tre scienziati che seguiranno la verifica in laboratorio del comportamento di Sputnik V con le varianti che abbiamo isolato. Tenga conto che abbiamo già ricevuto anche scienziati cinesi in passato, per noi conta la scienza, il resto non ci interessa. Valuteremo anche la possibilità di rivaccinare con tre modalità chi ha partecipato alla sperimentazione del vaccino di Reithera».


Si tratta del prodotto anti Covid sviluppato in Italia e in fase di sperimentazione anche allo Spallanzani. In che modo si andrà alla collaborazione con Sputnik V?
«Il piano è rivaccinare una parte di volontari, oltre che con il placebo, sempre con Reithera che ha un adenovirus del gorilla, un'altra parte con Sputnik V che usa l'adenovirus umano, infine un ultimo gruppo con una dose di un vaccino a mRna messaggero, come Pfizer e Moderna. Questo può servire a comprendere se, come seconda dose, si può abbinare a Reithera un altro tipo di vaccino. Ripeto: noi non facciamo politica, ma scienza».


Ma il lavoro sulle varianti prevede il coinvolgimento di volontari?
«No. Avverrà tutto in laboratorio, con i sieri dei pazienti che hanno avuto il coronavirus con le varianti inglese, brasiliana o sudafricana. Invieremo anche a Mosca questi sieri. Voglio essere chiaro: questa è la collaborazione tra due grandi e autorevoli istituti di ricerca di livello mondiale come Spallanzani e Gamaleya».


Dove può portare questa collaborazione?
«È la dimostrazione concreta che la scienza fa superare tutte le barriere. Le dichiarazioni di Angela Merkel e Mario Draghi mi hanno fatto estremo piacere, sono la dimostrazione che quando la scienza vuole, quando veramente è neutra, disinteressata, fuori dalle logiche geopolitiche e industriali, può fare bene. Conduce la politica su strade giuste. Tutto questo ci può portare molto lontano, consentire all'Europa di avere milioni di dosi di vaccino. E le industrie italiane, a partire da quelle laziali, se ci sarà l'opportunità, potranno produrre dei vaccini, ovviamente quelli che risulteranno essere i migliori. Non per forza Sputnik, sia chiaro».


Veniamo alla situazione epidemiologica in Italia. Quando cominceremo a vedere un abbassamento della curva?
«Osservo con nettezza due cose: sono scesi quasi a zero i contagi nelle persone vaccinate, penso agli over 80 e agli operatori sanitari. Con il rafforzamento della campagna vaccinale, mi aspetto presto ottimi risultati. Inoltre, sul fronte dei ricoveri, con una maggiore attenzione all'appropriatezza, ho verificato che allo Spallanzani abbiamo diminuito del 20 per cento i posti letto occupati; anche in terapia intensiva non abbiamo tanti pazienti. Significa che con un maggiore impegno sul territorio, sulle cure domiciliari, possiamo ridurre i ricoveri. Mi aspetto presto anche un calo dei contagi».

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA