Vaccino Covid, in arrivo altre due cure: «In estate il vero impatto». Dal governo 400 milioni

Domenica 15 Novembre 2020 di Mauro Evangelisti
Covid, in arrivo altri due vaccini: «In estate il vero impatto». Dal governo 400 milioni

In manovra sono stati stanziati già 400 milioni di euro per la campagna di vaccinazione in Italia, si stanno cercando magazzini “segreti” per la conservazione a bassissime temperature, la macchina organizzativa si sta mettendo in moto. Da quando lunedì scorso una delle multinazionali in corsa, Pfizer (in collaborazione con BioNTech), ha annunciato che il vaccino anti Covid si sta dimostrando efficace al 90 per cento, l’attenzione dell’Italia e del resto del mondo si è concentrata su questo tema. Il professor Ugur Sahin, co-fondatore di BioNTech, dunque uno degli sviluppatori del vaccino di Pfizer, ha avvertito in una intervista alla Bbc: «La trasmissione tra le persone sarà ridotta da un vaccino così efficace, forse non del 90 per cento ma almeno del 50. E questo dovrebbe comportare una drastica riduzione della diffusione della pandemia. Durante l’estate 2021 ci sarà un impatto concreto del nuovo vaccino, ed entro l’inverno successivo torneremo alla normalità». 

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La corsa è iniziata: ospite di “Mezz’ora in più”, il professor Guido Silvestri (virologo della Emory University di Atlanta) ha spiegato che prima di Natale (dunque tra un mese) «comincerà la vaccinazione degli operatori sanitari negli Stati Uniti». Ma questa dovrebbe essere la settimana che riserverà accelerazioni anche per altri vaccini: il primo è quello di Moderna, sempre Usa, e come quello di Pfizer si basa sull’Rna messaggero; per questi giorni ci si aspetta un annuncio sull’efficacia. Spiega all’Ansa Cristina Cassetti, virologa italiana da 17 anni all’Istituto nazionale delle malattie infettive Niaid guidato proprio da Anthony Fauci: «Ci sono buone probabilità che entro la fine dell’anno avremo non uno, ma due vaccini contro il Covid-19, approvati con autorizzazione di emergenza dalla Food and drug administration (Fda)». Ha spiegato Fauci: «Il risultato Pfizer convalida la piattaforma mRna.

Moderna è un candidato per l’mRna, ci sono risultati simili». In parallelo, si attende tra fine novembre e inizio dicembre il via libera da parte dell’Ema (l’autorità europea) per il vaccino sviluppato dall’Istituto Jenner di Oxford in collaborazione con Irbm di Pomezia, e prodotto e commercializzato dal colosso britannico-svedese AstraZeneca che già in una o due settimane annuncerà la conclusione della fase 3 della sperimentazione. Se per Pfizer l’Italia attingerà dal contratto siglato dall’Unione europea che dovrebbe riservare al nostro paese un primo lotto di 27 milioni di dosi (1,7 già a gennaio), per AstraZeneca c’è un canale preferenziale, visto che da mesi è stato siglato un accordo per 70 milioni di dosi. Il Serum Institute, partner di AstraZeneca per l’India, ha annunciato che già a dicembre si conta di iniziare la somministrazione di 100 milioni di dosi globali. In sintesi: tra dicembre e gennaio, sia pure su un numero limitato di persone, l’operazione storica della vaccinazione in varie parti del mondo comincerà (per non parlare di ciò che già è stato già avviato in Cina con la somministrazione a personale sanitario ed esercito). Bene, ma in Italia come sta procedendo il piano? Il commissario Domenico Arcuri deve preparare due canali (ma nelle prossime settimane potrebbero aggiungersi altri vaccini). Quello di Pfizer richiede la complessa organizzazione della catena del freddo, perché il vaccino va sempre mantenuto a una temperatura inferiore a -70 gradi. Pfizer ha studiato delle scatole che conservano 1.200 dosi, ma comunque serviranno dei magazzini “hub” regionali, per poi consegnare negli ospedali i contenitori.

Entro cinque giorni, se la fiala viene successivamente lasciata in un frigorifero tradizionale, va eseguita la somministrazione, altrimenti il vaccino diviene inefficace. Quindi bisogna trovare magazzini con celle frigorifere particolari ma anche mezzi per il trasporto. Nel caso di AstraZeneca, invece, è sufficiente una temperatura tra meno 4 e meno 8 gradi centigradi. Ma per entrambi i vaccini ci sono molti timori per la sicurezza: parliamo di qualcosa che cambierà le nostre vite, mentre ogni giorno vediamo 500-600 persone che muoiono per Covid. Sarà coinvolto l’esercito e saranno tenute il più possibile riservate le localizzazioni dei magazzini di conservazione dei vaccini.

 

Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 15:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA